Istituita durante il Regno d’Italia napoleonico, la Camera di disciplina notarile (o notariale) fu un organo di registro e controllo, a livello locale, sulla professione del notariato, ricalcante l'omologa Chambre des notaires, introdotta nell’Impero francese con il decreto del 24 dicembre 1803, 2 nevoso, a. XII. Fu infatti prevista nel Regolamento sul notariato di Napoleone Bonaparte (Saint Cloud, 17 giugno 1806) al Titolo IV (Delle camere di disciplina notariale e delle ispezioni delle corti di appello relativamente ai notai), artt. 94-113, entrato in vigore il 1° novembre 1807 in base al successivo decreto vicereale 6 ottobre 1807 “portante l’attivazione del regolamento sul notariato e dei relativi decreti”.
Essa si affiancava all’Archivio generale in ogni capoluogo di dipartimento (art. 94), il cui rispettivo conservatore, di nomina governativa, fungeva anche da presidente della annessa Camera di disciplina (art. 95). Il funzionamento della Camera, come dell'Archivio, era inoltre regolato dalle istruzioni ministeriali del 25 settembre 1806.
[espandi/riduci]Ogni Camera era composta da quattro a otto membri, scelti tra i notai del circondario dell’Archivio, nominati dal Tribunale di appello, su proposta dei tribunali di prima istanza, che si rinnovavano per metà ogni due anni ed erano rieleggibili (art. 96), oltre al presiedente, eventualmente affiancato da un sotto-cancelliere. Il cancelliere della Camera era tenuto alla registrazione degli atti e alla controfirma dei decreti. I compiti delle camere erano verificare ed esaminare gli aspiranti al notariato (artt. 16, 17, 18) ed esercitare la sorveglianza sugli archivi e sui notai del circondario (art. 97), nonché applicare le tasse e, sentite le parti, le sanzioni disciplinari prescritte dal regolamento (art. 97). Esse erano subordinate alla Corte di appello di competenza, alla quale era possibile ricorrere per impugnare i decreti dalla stessa emessi. Ogni Camera era inoltre tenuta all’aggiornamento dell’elenco dei notai in esercizio nel dipartimento, diramandone l’elenco a stampa per l’affissione nelle cancellerie dei tribunali di prima istanza e delle giudicature di pace (art. 113). La Camera si riuniva periodicamente in sessioni che venivano verbalizzate, e presso la stessa erano tenuti i registri delle firme dei notai e delle impressioni dei sigilli (o segni di tabellionato), inizialmente scelti da ciascun notaio.
L’applicazione del regolamento sul notariato venne successivamente estesa anche ai nuovi dipartimenti del Regno: del Metauro, Musone, e Tronto, a partire dal 1° ottobre 1808, in base al decreto vicereale del 20 maggio 1808; dell’Alto Adige e, in parte, del Piave (cantoni di Tobiano e Primiero e comuni di Cortina e Bucchenstein), a partire dal 1° aprile 1811, in base al decreto vicereale del 12 febbraio 1811. Il regolamento sul notariato rimase in vigore per tutto il periodo napoleonico e continuò a venire in parte applicato anche dagli ordinamenti successivi, instauratisi per effetto della Restaurazione.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Soggetti produttori collegati:Bibliografia:- Bollettino delle leggi del Regno d'Italia. Parte II. Dal 1 maggio al 31 agosto 1806, Milano 1806, 664 ss.
- Bollettino delle leggi del Regno d’Italia. Parte terza. Dal primo ottobre al 31 dicembre 1807, Milano 1807, 975-976
- Bollettino delle leggi del Regno d’Italia. Parte prima. Dal primo gennaio al 31 maggio 1808, Milano 1808, 339-340
- Bollettino delle leggi del Regno d’Italia. Parte prima. Dal 1° gennaio al 30 giugno 1811, Milano 1811, 128-130
Redazione e revisione:- Fabris Matteo, 2023/04/15, prima redazione
- Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2023/04/23, revisione