SIAS

Archivio di Stato di Cremona

Consorzio di bonifica, 1882 -

I consorzi di bonifica, organismi associativi con il compito di eseguire opere di risanamento del territorio e di curarne la manutenzione, si costituirono negli Stati preunitari in epoca molto risalente e furono assoggettati ad un controllo più o meno puntuale da parte delle istituzioni pubbliche.
Nello Stato postunitario, lo sviluppo legislativo dell'istituto consortile è stato piuttosto lento e laborioso, anche perché il concetto di bonifica restò per lungo tempo confinato nella semplice nozione di problema idraulico da risolvere, per scopi igienici, con l'eliminazione delle paludi e la difesa delle terre coltivate. Inizialmente la materia non venne disciplinata con specifiche norme, ma si mantennero le leggi speciali degli antichi Stati, modificandole solo nell'applicazione amministrativa. La legge n. 2248 del 20 marzo 1865 si limitò, infatti, a stabilire norme brevi ed imprecise sugli ordinamenti e sulla vigilanza dei consorzi di scolo.
Il primo provvedimento che regolamentò in modo appropriato la materia fu la legge Baccarini del 25 giugno 1882 che, sebbene concepita per affrontare l'emergenza della malaria in particolari zone del Regno, assegnò alla bonifica il compito di provvedere al prosciugamento e al risanamento dei laghi, degli stagni, delle paludi e delle terre paludose. Per la prima volta si stabilì che "la suprema tutela e la ispezione sulle opere di bonifica è affidata al governo". La materia, dunque, passò dal dominio prevalentemente privato ad un piano di interesse pubblico e di ordine sociale.
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  • Scheda duplicata dal SIUSA