fondo
Estremi cronologici: 1921 - 1981, con documenti al 2019
Consistenza: bb. 19
Storia archivistica: Il fondo, dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimento emesso dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio il 18 maggio 2011, è stato preso in custodia temporanea dall'
Archivio di Stato di Rieti l'11 settembre e il 17 ottobre 2013 in seguito alla richiesta avanzata da Alessandra Angelucci, figlia di Arduino, il 1 giugno 2012 e autorizzata dalla Direzione generale per gli archivi con decreto del 20 luglio dello stesso anno. Il materiale è stato quindi analiticamente descritto nel 2015 da Laura Dionisi sotto la supervisione di Mariagiacinta Balducci, che ha redatto l'introduzione all'inventario. Alcune unità archivistiche si sono aggiunte negli anni successivi al 2013, con conseguente aggiornamento dello strumento di ricerca.
Descrizione: Non particolarmente ingente sul piano quantitativo, il complesso archivistico comprende l'epistolario, la documentazione relativa a mostre (inviti, rassegne stampa, documenti preparatori), i documenti personali (curriculum, testamento, inventario delle opere, carte varie, partecipazioni a concorsi), appunti e manoscritti delle opere pubblicate e manoscritti inediti, bibliografia ed estratti di recensioni, incarichi, articoli critici e fotografie relativi alle opere architettoniche e pittoriche, ai monumenti realizzati e alle decorazioni di cappelle cimiteriali, studi di nudo, cataloghi di mostre personali e collettive, bozze e menabò di altri cataloghi, tesi di laurea sull'artista, diplomi, riconoscimenti, onorificenze.
Il fondo include anche documentazione posteriore alla morte di Angelucci, avvenuta nel 1981, giacché la famiglia ha continuato ad aggregare al corpus documentario originario anche il materiale successivo, sempre e comunque relativo alla produzione del pittore scomparso e alla sua valorizzazione (mostre, retrospettive, donazioni, ecc.).
La famiglia ha trattenuto presso di sé e poi destinato all'Università di Palermo i cartoni preparatori delle opere parietali, sia in mosaico sia in affresco, che, srotolati, coprono una superficie di circa 500 metri quadrati: tra questi, eseguiti a mina e a carboncino, quelli della decorazione del palazzo del Governo di Terni, andato distrutto nel 1944.
Ordinamento: È stata rispettata la fascicolazione delle carte stabilita dallo stesso Angelucci e, per il materiale successivo alla sua morte, dai suoi familiari.
Numerazione: Le buste sono numerate da 1 a 19. All'interno di ciascuna unità di conservazione la numerazione dei fascicoli riparte da 1.
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Bibliografia:- M. BALDUCCI - L. IVAGNES, L'archivio personale dell'artista reatino Arduino Angelucci, in «Annali dell'Associazione storica per la Sabina», XI (2020), 255-262
- Arduino Angelucci: pittore. Catalogo della mostra tenutasi a Rieti dal 14 dicembre 2007 al 10 febbraio 2008, Rieti, Fondazione Varrone, 2007
- D. CIALFI, Il fregio riapparso. Arduino Angelucci e le decorazioni nel salone d'onore del palazzo del Governo di Terni 1936 - 1938, Terni, Provincia di Terni, 1999
- R. MARINELLI - R. GIARDI, Arduino Angelucci e Domenico Petrini: due veri amici nella Rieti degli anni Venti. In occasione del 25° anniversario della fondazione dell'Associazione culturale Domenico Petrini, s.l., s.e., s.d.
- L. CHITARRINI, Il pittore Arduino Angelucci: ideale interprete della terra sabina, in «Sabina», I (1956), 2
Redazione e revisione:- Pasquetti Alfredo, 2020-04-13, prima redazione
- Pasquetti Alfredo, 2021-01-08, revisione