fondo
Altre denominazioni:- Atti delle corporazioni religiose soppresse
Estremi cronologici: 1221 - 1805
Consistenza: bb. 175
Storia archivistica: Gli archivi delle corporazioni religiose soppresse furono versati in Archivio di Stato dall'Intendenza di finanza di Brescia nel 1874 unitamente agli atti dell'amministrazione demaniale che gestì i beni delle corporazioni dal periodo napoleonico alla dominazione austriaca. Successivamente si procedette alla separazione dei fondi denominati "Beni nazionali" (atti dell'Agenzia dei beni nazionali del Dipartimento del Mella, poi Direzione del demanio di Brescia, relativi alla vendita dei beni degli enti soppressi) e "Fondo di religione" che raccoglie gli atti antichi provenienti dagli archivi delle corporazioni soppresse.
Il complesso archivistico è fortemente lacunoso a causa di separazione dei fondi, scorpori di documenti e scarti subiti nel tempo. La gran parte degli archivi, per effetto delle soppressioni effettuate a partire dal 1797, confluì nell'Archivio generale del Fondo di religione in Milano. Tra il 1807 e il 1812 si procedette allo scorporo delle pergamene e codici più antichi che confluirono nel Museo diplomatico istituito a Milano nel 1807. Già prima di questa operazione dai fondi risultavano tuttavia mancare "li pezzi più preziosi" (cfr. Livi, pp. 163 e 166). Nel 1812 diverse pergamene e codici provenienti dalla chiesa di San Faustino e da quella dei Santi Cosma e Damiano furono trasferite al Comune di Brescia e successivamente alla Biblioteca Queriniana. Nel 1820 un rapporto sugli archivi esistenti nella provincia elenca tra la documentazione dell'Archivio del demanio provinciale "pochi libri e documenti delle corporazioni religiose soppresse nel 1810 e successivi" precisando che "gli atti, libri e documenti riferibili ad azioni dello Stato ed a corpi soppressi anteriormente il 1810 furono trasportati a Milano, ove tutt'ora debbonsi trovare".
Sono inoltre documentati scarti ingenti di carte provenienti dalle corporazioni religiose soppresse effettuati ad opera dell'Intendenza di finanza in epoca ottocentesca.
Il complesso archivistico è stato successivamente implementato con 5 volumi, compresi nel versamento dell'archivio della Viceprefettura di Breno, relativi a investiture feudali ricondotti all'archivio della Mensa vescovile e collocati nella b. 18.
Descrizione: Il fondo raccoglie gli archivi delle corporazioni religiose soppresse nel periodo dalla Repubblica Bresciana e napoleonico. Le prime 19 buste contengono le carte della Mensa vescovile, seguono quelle dei monasteri cittadini, collocati in ordine alfabetico, dei monasteri della provincia in ordine alfabetico per località; le ultime due buste contengono le pergamene del monastero di San Giovanni di Brescia, dotate di regesti.
Strumenti di ricerca:La documentazione è conservata da:Fonti:- Archivio di Stato di Milano, Atti di Governo, Uffici e tribunali regi parte moderna, b. 314, Rapporto della Delegazione di Brescia al Governo (Brescia, 18 luglio 1820), All. 1 "Elenco dimostrante la quantità e qualità degli archivi esistenti attualmente nella Provincia suddetta; gli uffici cui appartengono; le qualità ed entità delle carte che vi si conservano; da chi, dove e con quale modo vengono conservati e custoditi".
Bibliografia:- G. LIVI, L'Archivio di Stato di Brescia, in «Archivio storico lombardo», 21, 1894, 160 - 166
Redazione e revisione:- Citerio Lucia, 2017/07/15, prima redazione