Piazza Cittadella 29 - Palazzo Farnese
29121 Piacenza (Piacenza)
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Sito web istituzionaleL’Archivio di Stato di Piacenza fu istituito come Sezione di Archivio di Stato con decreto del Ministro dell’Interno del 16 ottobre 1954. Dopo un primo periodo di attività poco strutturata, segnata da frequenti cambiamenti di direttori, l’Istituto assunse una stabile fisionomia a partire dal 1962, anno in cui iniziò l’attività vera e propria.
I primi fondamentali nuclei documentari raccolti furono quelli dell’Archivio «della comunità» (o Antico comune) e dell’Archivio pubblico notarile. Gli archivi degli organi centrali e periferici del ducato di Piacenza (1545-1802) sono infatti pervenuti all'Archivio di Stato tramite l'Archivio storico comunale, per la confusione di fatto verificatasi tra le competenze degli organismi del potere centrale con quelle degli uffici del comune. Anche quando nel distretto operarono uffici e magistrature periferiche - in modo particolare durante i domini visconteo, sforzesco e pontificio, precedenti al ducato - essi si servirono abitualmente dei notai e della cancelleria del comune. Prima di confluire all’interno dell’Archivio di Stato, l’Archivio notarile e quello storico comunale hanno quindi rappresentato per lungo tempo i due depositi archivistici più importanti della provincia di Piacenza.
[espandi/riduci]La prima sede dell’Archivio di Stato fu in alcuni locali concessi provvisoriamente dall’Amministrazione provinciale in via della Croce e, proprio per questo motivo, nei primi venti anni di attività l’Istituto dovette scontare una grave penuria di spazi, che non consentì l’acquisizione di tutto il materiale documentario di pertinenza.
Dal 1976 l’Archivio si è trasferito nell’attuale sede, al secondo piano di Palazzo Farnese, dove nel corso degli anni si è notevolmente incrementato il materiale conservato, grazie anche al deposito degli archivi storici del Comune, della Provincia, degli Ospizi civili di Piacenza e di diversi archivi gentilizi privati, nonché dell’archivio dell’Ospedale Militare, del Consorzio Agrario e del Tribunale di Piacenza.
Il patrimonio archivistico conservato comprende la documentazione delle istituzioni comunali medievali, della signoria e del ducato visconteo, del ducato sforzesco e delle dominazioni pontificia, farnesiana, borbonica e napoleonica. L’Archivio conserva, inoltre, la documentazione prodotta dalle istituzioni preunitarie e da quelle statali post-unitarie comprese nel territorio della provincia, nonché archivi di enti pubblici, di persone, di associazioni, di enti di assistenza e beneficenza e di altri organismi privati che rivestono un interesse storico particolarmente importante per il territorio.
L’Archivio di Stato conserva, inoltre, parte della documentazione superstite degli uffici periferici del distretto di Bobbio, annesso alla provincia di Piacenza nel 1923.
La documentazione degli organi centrali e periferici del ducato di Piacenza (1545-1802), congiunto a quello di Parma sotto l'unione dinastica personale dei Farnese (1545-1731) e poi dei Borbone (1731-1802), ma distinto per lungo periodo nelle strutture amministrative e giudiziarie, è in parte conservata presso l'Archivio di Stato di Parma. È il caso, ad esempio, degli archivi finanziari, concentrati presso le nuove magistrature centrali al momento della soppressione di quelle piacentine, e dei tanti monasteri soppressi da Napoleone, le cui carte e pergamene furono trasferite a Parma. Le ricerche legate a questi periodi non possono quindi prescindere da un esame dei fondi parmensi. Inoltre, per le alterne vicende istituzionali che hanno caratterizzato il territorio, documentazione piacentina è depositata anche in altri Archivi di Stato: oltre a Parma, a Milano e a Torino per quanto riguarda il distretto di Bobbio appartenuto al Regno sardo.
Tra i fondi conservati si segnalano quello dell'Archivio notarile distrettuale di Piacenza e del soppresso archivio notarile sussidiario di Bobbio, le Raccolte di atti costitutivi dell’antica comunità (1271-1695) che annoverano il cartolare «Registrum magnum» del comune di Piacenza (sec. XIII-1452), i Gridari comunali di Piacenza (1424-1971), gli Estimi civili e rurali (1558-1647), le Collette (1633-1806), la documentazione relativa alle Acque (Po, Trebbia, rivi diversi, Consorzio generale delle acque del Trebbia) e il ricco fondo Diplomatico degli Ospizi civili di Piacenza che comprende circa 27.000 pergamene dal X al XIX secolo.
Particolare menzione meritano gli archivi di famiglia conservati, relativi ad alcune delle più importanti famiglie gentilizie piacentine, tra cui si ricordano gli Scotti Douglas (sec. XII-XIX) nei rami di Fombio, di Sarmato e di Vigoleno; gli Anguissola di Vigolzone (1224-1960); i Barattieri di San Pietro in Cerro (1292-sec. XIX); i Mandelli (1110-1868), i Radini Tedeschi Baldini (1400-sec. XIX); i Salvatico (1257-1880); i Nasalli Rocca (1301-sec. XX); i Nicelli di Guardamiglio e di Montechino (1378-1874) e i Casati Rollieri (1057-1840).
Dal 2001 L’Archivio di Stato dispone anche di una sede sussidiaria, nel Monastero di Sant’Agostino (ex Caserma Cantore) sullo Stradone Farnese, che dovrebbe diventare in futuro l’unica, più capiente, sede dell’Istituto. Attualmente, con un parziale recupero, vi sono stati realizzati alcuni depositi, in cui si conserva la documentazione acquisita di recente e quella meno consultata.
Orario di apertura al pubblico:Sala di studio: lunedì, martedì, venerdì: 8.30-13.30; mercoledì-giovedì: 8.30-17.00
Uffici amministrativi: lunedì, martedì, venerdì: 8.30-14; mercoledì-giovedì: 8.30-17.30
Requisiti e modalità di accesso:L'accesso alla sala di studio è libero e gratuito. I minori di 16 anni devono essere accompagnati.
Per essere ammessi in sala di studio è necessario presentare un documento di riconoscimento valido e compilare la domanda di ammissione indicando i propri dati anagrafici e l’oggetto della ricerca che si intende effettuare.
Servizi al pubblico:Visure Antico catasto: le visure catastali si effettuano esclusivamente su appuntamento, con prenotazione obbligatoria via mail o telefonica nella giornata di martedì dalle 8.30-12.30. Ogni utente può richiedere una visura al giorno.
Servizio di fotoriproduzione: è possibile richiedere riproduzioni dei documenti archivistici, in sede o da remoto, secondo le modalità e le tariffe indicate nel Regolamento della sala di studio.
Ricerche per uso amministrativo: il personale fornisce consulenza e supporto alla ricerca ai fini della visura e del rilascio di documenti per esigenze di carattere amministrativo o legale. È possibile richiedere copie autentiche di documenti per uso amministrativo o legale secondo le modalità e le tariffe indicate nel Regolamento della sala di studio.
Ricerche documentarie a distanza: l’Archivio di Stato garantisce un servizio di informazione qualificata a distanza, al quale è possibile accedere tramite richiesta via e-mail all’indirizzo as-pc.salastudio@beniculturali.it.
Nella richiesta è necessario siano specificati i dati anagrafici del richiedente e sia ben definito l’oggetto della ricerca con informazioni che aiutino a circoscrivere e facilitare l’indagine. È possibile richiedere notizie sulla documentazione conservata, per motivi di studio e amministrativi, limitate al reperimento di singoli atti specifici.
Sezione didattica: è possibile effettuare su prenotazione visite guidate e laboratori per studenti, gruppi e associazioni.
Nota: Per motivi logistici, tutti i fondi archivistici depositati presso la sede sussidiaria del monastero di Sant'Agostino - ex caserma Cantore non sono attualmente consultabili: sono consegnati agli interessati, entro i termini prescritti, soltanto gli atti dovuti per necessità amministrative (successioni, atti pubblici e privati registrati, ecc.).
Complessi archivistici:
Bibliografia:- Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Archivio di Stato di Piacenza, a cura di Piero Castignoli, in Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. III, N-R, Roma 1986, 605-636
Redazione e revisione:- Fava Sara, 2020/12/01, revisione
- Stendardi Elena, 2004/12/10, prima redazione in SIAS