SIAS

Archivio di Stato di Matera

Archivio di Stato di Matera

Via Tommaso Stigliani, 25
75100 Matera (Matera)

Telefono: 0835332832
Fax: 0835332832
E-mail: as-mt@cultura.gov.it

Sito web istituzionale

L’Archivio di Stato di Matera è nato nel secondo dopoguerra con caratteristiche comuni ad altri istituti sorti in quel periodo in Italia. Esso fu istituito come sezione di Archivio di Stato con d.m. 18 marzo 1955, in esecuzione della legge 22 dicembre 1939 n. 2006 ed accolse la documentazione relativa all’intero territorio provinciale, fino ad allora conservata a Potenza. Successivamente a seguito del d.p.r. 30 settembre 1963 n. 1409 divenne Archivio di Stato a tutti gli effetti. Nel 1663 Matera cessò di far parte di Terra d'Otranto e divenne capoluogo della Basilicata fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì il capoluogo a Potenza che si trovava in posizione più centrale rispetto alla regione. L’elevazione di Matera a capoluogo provinciale, già realizzata nel 1927 e la istituzione degli uffici governativi consentiva la previsione della creazione della città di un Archivio di Stato provinciale, sulla base delle disposizioni contenute nella Legge n. 2006 del 22 dicembre 1939 che aveva ampliato la rete archivistica nazionale. L’approvazione della legge del 1939 suscitò attese e speranze negli studiosi materani di cui si fece portavoce Giuseppe Gattini junior. Con una lettera raccomandata, datata 12 maggio 1942, Giuseppe Gattini erede del fu Nicola Gattini, a nome proprio e dei fratelli Carolina, Maria, Tommaso e Michele, interessò l’Ufficio Centrale degli Archivi di Stato per la donazione di una parte dell’archivio di famiglia all’istituenda Sezione di Archivio di Stato di Matera. Nella stessa lettera auspicava, inoltre, la celere autorizzazione da parte del Ministero dell’educazione nazionale del trasferimento all’istituendo istituto archivistico provinciale delle opere ed oleografie consegnate senza alcuna formalità nel 1920 da sua madre Nicoletta Vizziello al Senatore Domenico Ridola, fondatore e direttore dell’omonimo Museo cittadino. All’istituto archivistico sarebbe stato donato quanto a suo tempo trasferito presso il Museo Ridola, la restante collezione di autori lucani conservata presso l’abitazione di Matera e soprattutto “… circa 5000 documenti cartacei, che il sottoscritto ha riunito in una trentina di pacchi e n. 162 pergamene, quasi tutte in ottime stato di conservazione la cui più antica risale all’anno 1065 (millesessantacinque) e la più recente al 1771.”. Non escludeva, poi, che a seguito di un successivo esame, potesse essere donato altro materiale, eccetto però i documenti riguardanti la famiglia. Un impegno perfettamente in linea con l’orientamento già espresso dal medesimo, in qualità di delegato podestarile dell’Amministrazione comunale il 27 gennaio 1942, di trasferire alla Sezione di Archivio di Stato anche l’archivio storico comunale, facendo esplicitamente riferimento all’ “… offerta del Dott. Giuseppe Gattini di donare allo Stato l’archivio privato della propria famiglia …”. Tale complesso di atti e documenti doveva essere il nucleo centrale, più antico e più prezioso, del nuovo archivio provinciale. L’inesistenza, infatti, di un istituto archivistico aveva spinto Nicola Gattini, figlio dello storico Giuseppe Gattini e padre di Giuseppe Gattini Junior, a concordare con Domenico Ridola la costituzione all’interno del museo archeologico di una sezione, da intitolare alla famiglia Gattini, in cui sarebbero state raccolte opere varie, stampe e manoscritti, facenti parte della biblioteca familiare, alcuni pacchi di documenti riguardanti la città e le famiglie nobili estinte e fiorenti di Matera nonché una serie di ritratti ad olio raffiguranti materani illustri. Nel 1919, quando si stava concretizzando l’accordo, venne a mancare Nicola Gattini e la vedova, Nicoletta Vizziello, rispettando la volontà del marito consegnò al Ridola quanto già era stato individuato. La mancanza di locali lamentata dall’istituto museale non consentì la sistemazione adeguata di quanto già trasferito e scoraggiò la consegna di altro materiale. Proprio il Ridola, del resto, quale direttore onorario dell’omonimo Museo, si era interessato alla salvaguardia di alcune fonti archivistiche con una lettera del 15 febbraio 1923 indirizzata al Ministro, presumibilmente della Pubblica Istruzione, nella quale chiedeva di poter trasferire presso il Museo Nazionale alcune platee di monasteri soppressi abbandonate presso l’Ufficio del Registro del capoluogo, da lui stesso esaminate già nel 1917 per i suoi studi. La legislazione archivistica del periodo prevedeva, infatti, che i versamenti degli atti prodotti dagli uffici dello Stato fossero effettuati presso l’Archivio di Stato di Potenza. La distanza di Potenza, l’indubbia negligenza dei responsabili dei diversi uffici, problemi di spazio, se da un lato conseguirono il versamento all’Archivio di Stato di Potenza di molta documentazione, causarono anche la dispersione di altra e la distruzione di una parte.
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Orario di apertura al pubblico:
lunedì, mercoledì e venerdì: 8.00-14.00; martedì e giovedì: 8.00-14.00, 16.00-19.00; sabato: 8.30-13.30

Servizi al pubblico:
Fotoriproduzione e ricerche per corrispondenza. I dati relativi al patrimonio archivistico conservato dall'Archivio di Stato di Matera sono in fase di completamento e revisione.

Complessi archivistici:

Bibliografia:
  • Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i beni archivistici, Guida generale degli Archivi di Stato italiani, Roma 1983, voll. I-IV, 851-861

Redazione e revisione:
  • Pirretti Tiziana, 2021/04/12, revisione
  • SIAS, 2005-11-02, prima redazione in SIAS