SIAS

Archivio di Stato di Rovigo

Protocolli del notaio Lattanzio Lorenzi di Lendinara, 1530-1539 (Archivio notarile di Rovigo)

Camera provinciale di commercio, arti e manifatture di Rovigo. Particolare dei faldoni (Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Rovigo)

Soldati italiani ad Asmara (Eritrea), 1893. Particolare (Rossi Adolfo)

Tipo rappresentante un mulino natante sul Po, 1857. Particolare (Intendenza di finanza di Rovigo)

Ciondolo in corallo rosso, consegnato come segnale di riconoscimento di un bambino esposto, 1856 (Provincia di Rovigo, Esposti)

Archivio di Stato di Rovigo

Il SIAS dell’Archivio di Stato di Rovigo dà accesso alle descrizioni dei complessi archivistici che costituiscono il patrimonio documentario conservato dall’Istituto nonché alle informazioni relative al contesto storico in cui la documentazione è stata prodotta, conservata e utilizzata.

Esso è parte integrante del SIAS, Sistema Informativo degli Archivi di Stato, sviluppato dalla Direzione Generale Archivi e dall’Istituto Centrale per gli Archivi nel quale è descritto il patrimonio archivistico pubblico e privato conservato negli Archivi di Stato italiani.

L'architettura del sistema prevede la descrizione separata, ma correlata, degli istituti di conservazione, dei complessi archivistici, dei loro soggetti produttori e di altre entità appartenenti ai contesti storici in cui questi ultimi hanno operato (contesti storico-istituzionali, profili istituzionali ed ambiti territoriali). Le descrizioni dei complessi archivistici (complesso di fondo, fondo, serie, sottoserie) sono corredate da schede relative alla bibliografia, alle fonti, a tipologie documentarie, nonché agli strumenti di ricerca (inventari, guide, elenchi, ecc.), che danno diretto accesso a quelli pubblicati online, quando esistenti.

Nel 2016 sono state importate nella presente versione del SIAS le descrizioni che erano nella precedente e che erano state compilate fino a quella data. Esse sono state opportunamente riviste, aggiornate ed ampliate con i dati desunti dagli strumenti di ricerca esistenti, dalla bibliografia specifica, dall'archivio dell'Archivio di Stato, nonché dalla documentazione stessa.

Via via che questa attività viene completata le descrizioni sono messe a disposizione del pubblico.

Il patrimonio archivistico conservato dall'Archivio di Stato di Rovigo costituisce una fonte insostituibile per la storia del Polesine e per la sua identità. Accanto ai fondi acquisiti per mandato istituzionale - quelli prodotti dalle amministrazioni statali periferiche preunitarie e postunitarie, e da enti soppressi - nel corso del tempo l'Istituto ha ricevuto archivi di enti pubblici non statali (primi fra tutti il Comune di Rovigo e la Provincia), di famiglie, e di personalità di spicco del territorio polesano.

Nel suo insieme, la documentazione permette diversi tipi di indagini: dalla ricerca genealogica - fondamentali in tal senso le Liste di leva e i Fogli matricolari e caratteristici consegnati dal Comando di distretto militare di Rovigo - a studi di ambito economico-sociale (ad esempio attraverso i fondi degli Istituti riuniti di assistenza sociale, delle Preture e del Giudizio politico di epoca austriaca, o della Camera di commercio), fino alla storia delle proprietà e dell'evoluzione ambientale, grazie soprattutto al Catasto e agli archivi dei Consorzi di bonifica.

Di particolare rilievo, per antichità e per ricchezza, risulta l'Archivio notarile, con documentazione a partire dal XIII secolo. Tra i fondi privati, una menzione speciale meritano gli archivi delle famiglie Sala e Cusiani, relativi in massima parte al territorio padovano, ma arrivati a Rovigo per ragioni legate alla loro storia archivistica; il fondo Tenani-Pelà, prodotto da due famiglie dell'alta borghesia polesana e dalle loro aziende agricole; l'archivio privato del giornalista e diplomatico Adolfo Rossi (1857-1921), ricchissimo di informazioni che spaziano dalla guerra di Eritrea alle condizioni di vita degli emigranti negli Stati Uniti ed in Sud America. Le ultime acquisizioni comprendono i fondi del liquorista Francesco Balladore (1880-1962) e del sindacalista-propagandista cattolico Battista Soffiantini (1878-1950).

Per ragioni storico-istituzionali, molti importanti fondi relativi alla provincia di Rovigo durante l'Antico regime si trovano presso l'Archivio di Stato di Modena e l'Archivio di Stato di Venezia.