Date di esistenza: 1859 dic. 8 - 1860 mar. 27
Sedi: Modena
Intestazioni di autorità:- Governo delle regie Province dell'Emilia, Modena (1859 - 1860), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:L'unificazione delle Provincie Parmensi, Modenesi e delle Romagne, stabilita con decreto dittatorio del 30 novembre, n. 63, a datare dall'8 dicembre, diventerà effettiva, sul finire del 1859. Con decreto del 24 dicembre, n. 76, fu adottato, a partire da gennaio 1860, il nome di Province dell'Emilia, mentre con decreto del 27 dicembre furono fissate le nuove circoscrizioni territoriali, tuttora vigenti salvo qualche correttivo. Il territorio fu suddiviso in province, con a capo un intendente generale, le province in circondari, con a capo un intendente, i circondari in mandamenti e i mandamenti in comuni, molti dei quali furono ripristinati o creati in quell'occasione.
Il Governo, con sede a Modena era formato dal Ministero dell'interno, affidato a Carlo Mayr; di grazia giustizia e culti, affidato a Luigi Chiesi; delle finanze, affidato a Gioacchino Napoleone Pepoli; della pubblica istruzione, affidato a Antonio Montanari e dei lavori pubblici, affidato a Pietro Torrigiani. Sempre nell'ex capitale estense aveva sede, sebbene con una certa mobilità, il Gabinetto particolare del governatore articolato in due sezioni speciali: una per gli affari esteri, diretta da Emilio Visconti Venosta, ed una per gli affari militari - chiamata anche "sezione Guerra" - di cui era incaricato il maggiore Ferrari. Le funzioni di segreteria generale, relative ai rapporti con i vari ministeri e al coordinamento della loro attività, erano affidate ad Agostino Soragni.
[espandi/riduci]A Parma aveva sede la Sezione del contenzioso amministrativo, mentre a Bologna aveva sede sia la Commissione, presediuta da Marco Minghetti e composta di quindici membri, istituita con l'incarico di studiare e preparare i provvedimenti legislativi che avrebbero dovuti parificare gli istituti e gli ordinamenti delle Provincie dell'Emilia con quelli della Monarchia sarda, sia il Ministero della guerra, affidato al colonnello Boccolari, che di fatto dipendeva, più che da Farini, direttamente dal generale Manfredo Fanti a capo del Comando generale delle truppe della Lega dell'Italia centrale, dipendente direttamente da Torino, il cui quartier generale fu trasferito da Modena a Bologna a dicembre.
L'undici e il dodici marzo 1860 si svolse il plebiscito per scegliere tra l'annessione alla Monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele II o l'istituzione di un Regno separato. Il 16 marzo il Governatore Farini si recò a Torino per comunicare i risultati del plebiscito, 426.006 voti su 427.512 favorevoli all'annessione, e al tempo stesso lasciare formalmente il potere in attesa delle disposizioni del Governo di S.M. il Re. Senza alcun tipo di transizione con il r.d. 18 marzo 1860, n. 4004 si stabilì il passaggio alla monarchia sabauda delle Provincie dell'Emilia che divennero parte integrante del Regno dal giorno della data del decreto. Se il 18 marzo cessò dunque di diritto il governo autonomo dell'Emilia, la soppressione effettiva dei Ministeri di Modena e Bologna avvenne il 27 marzo, data di pubblicazione del r.d. 25 marzo 1860, n. 4021, anche se gli uffici continuarono ancora a funzionare per qualche tempo sotto la direzione dei segretari generali dei diversi dicasteri, rimasti perlopiù in carica.
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- M.M. BASSI COSTA, Il Governo delle regie Provincie dell'Emilia, in MINISTERO DELL'INTERNO. Gli archivi dei governi provvisori e straordinari 1859-1861, II, Romagne, Provincie dell'Emilia. Inventario, Roma, 1961, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, XLVI, pp. 169-184 (PAS XLVI, on line)
Redazione e revisione:- Menghi Sartorio Barbara, 2021/10/06, prima redazione