Altre denominazioni:- Ispettorato generale di pubblica sicurezza per i servizi interprovinciali della Sicilia
- Direzione generale di pubblica sicurezza per la Sicilia
Date di esistenza: 1943 - 1949
Sedi: Palermo
Intestazioni di autorità:- Direzione generale di pubblica sicurezza per la Sicilia, Palermo (1943-1944), SIUSA/NIERA, SIUSA/NIERA
- Ispettorato generale di pubblica sicurezza per i servizi interprovinciali della Sicilia, Palermo (1944), SIUSA/NIERA, SIUSA/NIERA
- Ispettorato generale di pubblica sicurezza, Palermo (1944-1947), SIUSA/NIERA, SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:Dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia (9 luglio 1943), il governo dell'isola passa sotto il comando dell'Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT). Per far fronte alle gravi condizioni della pubblica sicurezza nell’isola col riemergere della criminalità, il 5 ottobre 1943, durante l'adunanza dei questori della Sicilia, indetta dal Comando alleato, viene deliberato di creare un organo regionale di pubblica sicurezza in Sicilia con la denominazione di Direzione centrale di pubblica sicurezza per la Sicilia per i servizi di polizia in Sicilia (cfr. in questo fondo, b. 5, fasc. "Progetto del Regolamento per la istituzione della Direzione Centrale di p.s. per Sicilia. Massima"). Il regolamento di questo ufficio viene approvato nella seduta del 16 ottobre dal Comitato di coordinamento dei servizi di p.s. (cfr. ibidem).
Il 9 novembre 1943 è istituita, con ordine ufficiale n. 20 dell’ufficiale capo degli Affari civili, tenente colonnello Charles Poletti del Governo militare alleato, la *Direzione generale di pubblica sicurezza per la Sicilia*, sotto il controllo del Governo alleato, con il compito di sovrintendere ai servizi di polizia dell’Isola e coordinare e integrare le varie attività delle Questure e degli Uffici di pubblica sicurezza.
[espandi/riduci]Con ordine ufficiale n. 21 del 9 novembre 1943 Vittorio Modica, capo di Gabinetto della Questura di Palermo, è dispensato dalle sue mansioni e nominato “Direttore Regionale (Italiano di p.s.) per la Sicilia secondo i provvedimenti dell’ordine n. 20”. Con lo stesso ordine ufficiale sono nominati anche i questori reggenti delle varie provincie. Lo stesso Modica è confermato Direttore generale di p.s. e Ispettore generale regionale di p.s. con ordine ufficiale n. 66 del 23 novembre 1943 (cfr. in questo fondo, b. 2, fasc. "Monteleone Nicolò", copia dell'ordine ufficiale n. 20; b. 10, fasc. “Raccolta materiali per l’ispettore generale commendatore Giammorcaro”, Relazione circa la costituzione ed il funzionamento della Direzione regionale di p.s. della Sicilia di Vittorio Modica con allegati; b. 120 fasc. 2).
Secondo l’art. 1 del Regolamento per la istituzione di un organo centrale di polizia per la Sicilia con la denominazione di “Direzione centrale di p.s. per la Sicilia”, l’Ispettorato aveva il compito di “sovraintendere ai servizi di Polizia dell’Isola e coordinare ed integrare le varie attività delle Questure e degli Uffici di p.s.” (cfr. in questo fondo, b. 5).
La Direzione generale di p.s. si configura quindi come organismo speciale, creato per contrastare la delinquenza nell’isola, in particolare, per affrontare e risolvere la questione del banditismo e della criminalità organizzata.
Fra le altre misure, si propone di “lasciare piena libertà di azione alla polizia” e di “ristabilire gli istituti di ammonizione e confino” (cfr. in questo fondo, “Promemoria”, 22 settembre 1943, s.a., b. 5, fasc. Condizioni della p.s.). Fra gli obiettivi perseguiti dal Governo alleato tramite questo organo vi è anche quello di “indicare i principi fascisti ancora vigenti nelle leggi e disposizioni che dovrebbero essere abolite” (cfr. in questo fondo, appunto dattiloscritto senza titolo, s.a. e s.d., ibidem). Tuttavia, l’Ispettorato, sia per la sua natura di organismo speciale che per la sua articolazione interna sembrava richiamare il precedente Ispettorato generale di p.s. istituito dal governo fascista negli anni ’30. D’altronde, la ricostituzione dell’organo creato dal governo fascista viene chiaramente indicata anche dalla Questura di Palermo come soluzione ai problemi di ordine pubblico che si registrano nella regione (cfr. in questo fondo “Promemoria” della Questura di Palermo, s.d., ibidem).
I servizi della Direzione vengono suddivisi in: divisione I Gabinetto del direttore generale, divisione II Polizia giudiziaria, divisione III Polizia amministrativa e divisione IV Forze armate di polizia (cfr. in questo fondo, b. 5, "Regolamento per la istituzione di un organo centrale di polizia per la Sicilia con la denominazione di “Direzione centrale di p.s. per la Sicilia”). Secondo il regolamento, il direttore è coadiuvato da due Ispettori generali di p.s., uno per la divisione polizia amministrativa, l’altro per la divisione polizia giudiziaria, e da un ufficiale superiore del Corpo degli agenti di p.s., presente anche un ufficiale superiore dell’Arma dei CC. RR., quale organo di collaborazione e collegamento con i servizi attivi di p.s.
Viene inoltre ripristinato il servizio interprovinciale di p. s., soppresso nel 1940, con 13 uffici interprovinciali o nuclei mobili di p.s., composti da agenti di polizia e carabinieri, e diretti da un funzionario di p.s., per combattere essenzialmente la delinquenza associata e abigeataria (cfr. in questo fondo b. 5, ibidem, lettera del questore Garbo al generale dei Carabinieri Sannino 27 ottobre 1943, b. 10 ibidem; b. 12, fasc. "Uffici interprovinciali di p.s. Costituzione", Lettera del tenente colonnello Russel A. Snook, capo della divisione della p. s. del governo alleato, dicembre 1943). Le norme relative alla costituzione e funzionamento degli uffici interprovinciali vengono comunicate ai questori con circolare n. 28 del 12 dicembre 1943 (cfr. in questo fondo b. 26, fasc. 4, "Circolari. Compiti della polizia e comportamento del personale di p.s. Funzionamento degli uffici interprovinciali").
I 13 uffici, dipendenti dalle questure, vengono resi operativi a partire dal 1 gennaio 1944 (cfr. in questo fondo b. 10 ibidem, b. 12 ibidem, lettera di V. Modica, 17 dicembre 1943, e circolare n. 7523 della Direzione generale di p.s., 23 luglio 1944). Sempre secondo il regolamento le sedi degli uffici interprovinciali sono: Lercara Friddi, Partinico, Paternò, Mistretta, Alcamo, Castelvetrano, Sciacca, Canicattì, Riesi, Mussomeli, Leonforte, Vittoria, Palazzolo Acreide. Tuttavia le sedi, con il tempo, subiranno modifiche e aggiunte, il loro numero oscillerà dalle 13 iniziali alle 17 indicate nel prospetto del 1947 alle 15 citate nel prospetto del 1948 (cfr. b. 78, Prospetto nuclei e zone 1947, b. 93, fasc. Varie 3 bis/2, Prospetto delle zone del 1948). Ciascun ufficio opera all'interno di una giurisdizione entro cui agiscono nuclei mobili misti (agenti di polizia e carabinieri) sottoposti (cfr. n. 26, Circolare n. 28 del 12 dicembre 1943). I nuclei mobili nascono per integrare il lavoro degli uffici di pubblica sicurezza locali che, secondo la Questura di Palermo, non riescono a “fronteggiare alcune forme di delinquenza che si manifestano e si evolvono su tutto il territorio dell’isola” (cfr. in questo fondo b. 5, fasc. "Condizioni della p.s.", “Promemoria” della Questura di Palermo del 4 ottobre 1943, p. 2).
Da quanto emerge dalle carte, gli uffici interprovinciali, dall'epoca della loro istituzione, ossia novembre 1943 e fino al novembre dell’anno successivo, sono amministrati dalle Prefetture competenti per territorio, mentre dal 1 dicembre 1944 al marzo 1945 la loro amministrazione viene demandata all'Alto commissariato per la Sicilia (cfr. n. 112, Lettera dell'Ispettore generale p.s. Messana del 23 ottobre 1945).
Quando gli alleati restituiscono allo Stato italiano l'amministrazione civile dei territori liberati (11 febbraio 1944), il governo della Sicilia viene affidato all'Alto commissariato per la Sicilia, istituito con regio decreto legge del 18 marzo 1944, n. 91, e alle dipendenze del capo del governo.
Il 20 novembre 1944 il Ministero dell'Interno dispone la soppressione della Direzione generale di p.s. per la Sicilia (Archivio della Commissione alleata di controllo (ACC), 10000/(143)/1504, lettera del Ministro dell'Interno alla Sottocommissione di p.s. Commissione alleata).
Il 1° dicembre 1944, su disposizione del Ministero dell'Interno, al posto della soppressa Direzione generale di p.s., viene istituito un Ispettorato generale di pubblica sicurezza per i servizi interprovinciali della Sicilia (cfr. in questo fondo b. 12, fasc. "Ispettorato generale di p.s. Costituzione", circolare n. 11806 dell'Alto commissariato, 27 novembre 1944). Nulla viene innovato circa le funzioni e i compiti degli uffici interprovinciali, e a ricoprire il ruolo di Ispettore generale di p. s. rimane Vittorio Modica.
Con la fine del conflitto bellico e il ripristino dello Stato italiano, l'Ispettorato generale di p.s. viene soppresso il 30 aprile 1945, e istituito nuovamente con decreto legislativo luogotenenziale 26 ottobre 1945 n. 916, come Ispettorato generale di pubblica sicurezza per la Sicilia alle dipendenze del Ministero dell'Interno e sotto la sorveglianza dell'Alto commissario per la Sicilia. Viene nominato Ispettore generale di p.s. Ettore Messana.
Il 27 novembre 1945, la Direzione generale di p.s. del Ministero dell’interno riferisce al ministro che l’amministrazione della p.s. non ha mai riconosciuto la Direzione regionale di p.s. della Sicilia né, tantomeno, sono mai stati riconosciuti paghe, compensi ed indennità corrisposti al personale durante il governo alleato. Si chiede quindi che l’Alto Commissario decentri le spese ripartendole tra le province competenti per territorio, dal momento che Direzione generale non può disporre anticipazioni per l’Ispettorato. Nello stesso appunto la Direzione riferisce che è in corso il riordinamento dell’Ispettorato, affidato all’Ispettore generale Messana (cfr. Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’interno, Gabinetto, 1946, b. 310, fasc. "Palermo. Ispettorato generale di p.s. per la Sicilia").
Tre anni dopo la stessa Direzione generale di p.s. rileva il sostanziale fallimento della missione affidata all’Ispettorato. Invoca quindi provvedimenti “straordinari” di natura legislativa, giudiziaria e amministrativa per contrastare efficacemente le condizioni dell’ordine pubblico nell’isola, giudicate di “eccezionale gravità”. Qualora questi non possano essere attuati, suggerisce di sopprimere l’Ispettorato “per non ulteriormente mortificare, senza possibilità di risultati utili, un importante organo dello Stato che non abbia i mezzi giuridici necessari per lo svolgimento di un’azione proficua” (cfr. Archivio centrale dello Stato, Ministero dell’interno, Gabinetto, 1948, b. 44, fasc. "Sicilia. Ispettorato generale di p.s. per la Sicilia", “Appunto per il gabinetto del Sig. Ministro” a firma del Capo della Polizia, 14 maggio 1948).
Nello stesso 1948 l’allora Ispettore Spanò riferisce che l’Ispettorato è costituito da tre zone interprovinciali (costituite rispettivamente da Palermo e Trapani; Palermo, Enna e Caltanissetta; Palermo ed Agrigento), 83 nuclei mobili, di cui 60 di carabinieri e 23 di agenti di p.s. e che i nuclei sono raggruppati in 15 zone (cfr. Relazione dell’ispettore generale di p.s. per la Sicilia, Spanò al Ministero dell’interno del 30 aprile 1948, in ibidem).
Con tutta evidenza, i profondi provvedimenti di riforma proposti dalla Direzione generale p.s. non sono attuati e si procede così alla soppressione dell’Ispettorato a decorrere dal 25 agosto 1949, poi ratificata con legge 12 maggio 1950 n. 267.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Per saperne di più:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- M. Patti, La Sicilia e gli alleati. Tra occupazione e Liberazione, Roma 2013., 102
Redazione e revisione:- D'Antoni Antonia, 2021-04-14, prima redazione
- Di Pasquale Francesca, 202, integrazione successiva
- Falletta Serena, 2022-07-25, supervisione della scheda