Date di esistenza: 1859 - 1931
Sedi: Reggio Emilia
Intestazioni di autorità:- Corte di assise di Reggio Emilia (1859 - 1931), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:La Corte di assise come vero e proprio organo giurisdizionale fu definita dal Codice di procedura penale sardo del 1859, all'art. 9, e dalla legge del 13 novembre 1859, n. 3781 sull'ordinamento giudiziario ispirata dal ministro Rattazzi. Era composta dal presidente assistito da due giudici togati e da una giuria popolare di dodici giurati estratti a sorte dalle liste elettorali all'inizio di ogni sessione. Il giudizio di merito era di competenza esclusiva della giuria, il presidente era competente a fissare la pena. La composizione della Corte di assise venne confermata dal Codice di procedura penale italiano del 1865 e infatti il r. d. 6 dic. 1865, n. 2626, sull’ordinamento giudiziario includeva tra gli organi che amministrano la giustizia anche le Corti di assise. La circoscrizione territoriale delle Corti di assise era il circolo, incluso nel distretto della Corte di appello (ogni distretto di Corte di appello comprendeva uno o più circoli di Corte di assise) e la sede fu stabilita nei comuni designati da apposita tabella pubblicata con r. d. 14 dic. 1865, n. 2637, che determinava il numero, le sedi e le circoscrizioni territoriali dei circoli per le Corti di assise e per le Preture.
[espandi/riduci]Il circolo di Corte di assise di Reggio Emilia era incluso nel distretto di Corte di appello di Modena, sezione a sua volta di Parma, titolare vera e propria del distretto di Corte di appello. La Corte di assise si configurava dunque come una sessione speciale periodica trimestrale organizzata anche in più sedi nell'ambito di ogni distretto di Corte di appello, non dotata di uffici e archivi propri e dipendente per i servizi amministrativi e di cancelleria dagli uffici della Corte di appello o del Tribunale presso cui veniva convocata. La Corte di assise non disponeva quindi di un proprio archivio, e la normativa in vigore dall’Unità fino al 1931, per l’archiviazione dei fascicoli dei processi giunti a conclusione prescriveva che questi fossero conservati nell’archivio del Tribunale presso il quale il processo era stato istruito.
Il codice di procedura penale del 1865 riservava alle Corti di assise la cognizione dei reati per i quali era prevista la pena di morte (abolita con il codice Zanardelli del 1889), l’ergastolo e pene elevate, nonché reati che rientravano nella sfera politica, quali quelli commessi a mezzo stampa, quelli contro la sicurezza dello Stato e le istituzioni costituzionali, gli abusi dei ministri di culto, gli attentati contro l'esercizio dei diritti politici. Con il fascismo la Corte di assise mutò sostanzialmente, nel senso di un drastico ridimensionamento del ruolo dei giudici popolari. Il regio decreto 23 marzo 1931, n. 2497, ne ridusse il numero da dieci a cinque, cambiandone la denominazione in quella di assessori e ponendo sotto stretto controllo la formazione delle liste dei cittadini idonei, inoltre trasformò le Corti di assise in sezioni delle Corti di appello del distretto cui appartenevano. Le Corti di assise fino al 1931 avevano sede presso i Tribunali del capoluogo di competenza; in seguito al regio decreto 28 maggio 1931, n. 603, furono trasferite presso le Corti di appello e quindi la Corte di assise di Reggio Emilia si trasferì presso la Corte di appello di Modena.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Profili istituzionali di riferimento:Complessi archivistici prodotti:Redazione e revisione:- Manzini Franca, 26/03/2021, prima redazione