La Commissione provinciale di assistenza e beneficenza pubblica fu istituita con l. 18 luglio 1904, n. 390 ed ebbe il regolamento di applicazione con r.d. 1 gennaio 1905, n. 12. Assunse le competenze di tutela sugli enti di beneficenza pubblica fino ad allora tenute dalla Giunta provinciale amministrativa, cui rimaneva però la funzione giurisdizionale. Alla Commissione dovevano essere sottoposti i provvedimenti di natura finanziaria degli enti, i loro regolamenti, la costituzione di consorzi. Inoltre curava il coordinamento della beneficenza e dell'assistenza prestate dai comuni o dai vari istituti presenti sul territorio provinciale. Le venne affidata anche la protezione e la tutela dell'infanzia abbandonata. La legge intese ridefinire la materia della beneficenza pubblica istituendo degli organi appositi in base a principi di razionalizzazione e specializzazione; oltre alle Commissioni, istituì infatti presso il Ministero dell'interno un Consiglio superiore di assistenza e beneficenzae un servizio di ispezione competenti sugli enti di beneficenza.
La Commissione provinciale era presieduta dal prefetto e membri di diritto erano il consigliere di prefettura incaricato della vigilanza sulle opere pie e il medico provinciale; altri tre membri erano eletti dal consiglio provinciale, due erano nominati per decreto reale tra gli elettori amministrativi e uno era nominato dagli operai facenti parte dei collegi dei probiviri costituiti nel capoluogo.
Con il r.d. 4 febbraio 1923, n. 214 le Commissioni furono abolite e le loro competenze furono distribuite tra la Giunta provinciale amministrativa e il prefetto. Lo stesso decreto sopprimeva anche il Consiglio superiore di assistenza e beneficenza.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Profili istituzionali collegati:Soggetti produttori collegati:Redazione e revisione:- Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2020/04/07, revisione
- SIASFi, 2005, prima redazione