Date di esistenza: sec. XIII inizio - 1770
Sedi: Siena
Intestazioni di autorità:- Arti, Siena (sec. XIII inizio - 1770), SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:La prima menzione delle arti in documenti pubblici si ha nel 1202, in una convenzione del Comune di Siena con le famiglie dei Soarzi e degli Scialenghi, preludio della sottomissione di questi feudatari, alla quale furono chiamati a prestare la garanzia del loro giuramento i Domini delle arti dei Pellai, dei Calzolai, dei Fabbri e dei Pizzicaioli (mercanti all'ingrosso). L'elenco delle arti allora attive si trova poi in un altro atto, che testimonia il loro intervento per garantire la promessa fatta dal Comune di Siena agli uomini di Asciano: Pelliparii, Calzolai, Pelacani, Fabbri, Carreggiai, Vinaioli, Marmorai, Mannaia, Carnaioli e Agorai. Certamente l'elenco non è completo, ma probabilmente alcune erano comprese in quelle maggiori dei "Mercatores" e "Piczicaiuoli", mentre è certo che fin da allora doveva esistere l'arte dei Giudici e notai di cui si hanno notizie fin dal 4 aprile 1176 nell'atto con cui Siena cedeva a Firenze la metà di Poggibonsi.
[espandi/riduci]A Siena le arti non ebbero la forza politica di quelle di Firenze e di altre città, ma, per lo più, coloro che esercitavano lo stesso mestiere o industria si associarono unicamente a difesa degli interessi economici comuni e per scopi religiosi o sociali. Comunque, proprio come accadde a Firenze nel corso del sec. XIV, anche a Siena, nel 1362, ci fu un tentativo di affermare un governo delle arti: i Dodici Governatori - succeduti ai Nove - raggrupparono infatti le arti in dodici gruppi, i cui rappresentanti avrebbero dovuto costituire il governo cittadino. Questo ordinamento però, non aveva radici nella tradizione dello Stato di Siena e decadde ben presto, senza avere mai funzionato in maniera effettiva. Le arti continuarono ad essere associazioni di mestiere ed ebbero come tali una organizzazione minuta con propri statuti, sedi e tribunali, che decidevano nelle questioni sorte tra gli associati per ragioni di mestiere o su quelle nate con estranei per ragione dell’arte stessa, le cui sentenze potevano essere decise in appello dalla Mercanzia. Nel 1459 furono prese varie misure per regolare l’esercizio di alcune arti e per proteggere le industrie cittadine, ma senza modificare l’organizzazione, che rimase autonoma e di natura puramente tecnica e associativa. Con motuproprio del 1770 Pietro Leopoldo di Lorena soppresse le arti in tutto il territorio del granducato.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- C. ZARRILLI, Mercanzia ed Arti, in Leggi, magistrature, archivi. Repertorio di fonti normative ed archivistiche per la storia della giustizia criminale a Siena nel Settecento, a cura di S. ADORNI FINESCHI e C. ZARRILLI, Milano 1990, 129-149
- V. RUTENBURG, La vie et la lutte des Ciompi de Sienne, in "Annales", XX (1965), 95-109
- G. PRUNAI, Notizie sull'ordinamento interno delle arti senesi, in "Bullettino senese di storia patria", XLI (1934), 365-420
- G. PRUNAI, Appunti sulla giurisdizione artigiana senese, sec. XIII-XIV, in "Bullettino senese di storia patria", XL (1933), fasc. 4, 347-410
- P. ROSSI, Arte e corporazioni a Siena nel Rinascimento, in "Studi senesi", XXVI (1909), 21-50
- J. LUCHAIRE, Documenti per la storia dei rivolgimenti politici del comune di Siena dai 1354 al 1369, Paris, Librairie A. Picard et fils, 1906
Redazione e revisione:- Fabbrini Marta, 2018-05-13, prima redazione
- Fabbrini Marta, 2021-03-05, integrazione successiva