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Feudo di Santa Fiora

Date di esistenza: sec. XV - 1797

Sedi: Santa Fiora (Grosseto)

Intestazioni di autorità:
  • Feudo di Santa Fiora (sec. XV - 1797), SIUSA/NIERA

Tipologia:
  • preunitario

Note storiche:
Ricordata per la prima volta in un atto dell'anno 890, Santa Fiora divenne la sede del ramo principale dei conti Aldobrandeschi, dai quali nella prima metà del sec. XV passò nella linea dei conti Sforza Attendolo per il matrimonio dell'ultima discendente degli Aldobrandeschi con Bosio Sforza, avvenuto nel 1439. Questi nuovi conti nel 1471 fecero accomandigia dei loro possedimenti al comune di Siena; il patto principale consisteva nell'obbligo che la contea non potesse essere venduta senza il consenso senese: per il resto essi rimasero assoluti padroni del loro territorio, con tutti i diritti feudali. Nel 1633 poi il granduca di Toscana acquistò la contea, investendone subito dopo il conte Mario Sforza, il quale così veniva a riconoscere la sua dipendenza dalla corona di Toscana. Un rescritto del granduca del 5 dicembre 1750, in deroga alla legge sui feudi del 1749, lasciava eccezionalmente al feudatario alcuni dei diritti signorili in materia di esazione di imposizione e proventi; finalmente il 25 agosto 1797 venivano regolati i diritti che ancora erano riconosciuti al duca Sforza Cesarini per il feudo di Santa Fiora, cioè la privativa delle acque, della caccia e pesca, delle miniere di zolfo e mercurio concesse al tempo dell'investitura del 1633, i proventi delle pene pecuniarie e la prerogativa del braccio regio per l'esazione dei suoi crediti fiscali. Ma per tutto il resto tanto il feudatario che gli abitanti dovevano essere sottoposti alle regole della legge sui feudi del 1749.

Contesti storico-istituzionali di appartenenza:

Profili istituzionali di riferimento:

Complessi archivistici prodotti:

Redazione e revisione:
  • Fabbrini Marta, 2018-03-17, prima redazione