Altre denominazioni:- Conseil intime pour les affaires de Toscane, dal 1751
- Consiglio di Vienna
Date di esistenza: 1729 - 1765
Sedi: Vienna, Firenze
Intestazioni di autorità:- Consiglio di Francesco Stefano, Vienna, Firenze (1729 - 1766), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:Il consiglio di Francesco Stefano, anche detto Consiglio di Vienna, fu creato dal sovrano con il compito di coadiuvarlo nel governo, prima, del ducato di Lorena e poi, del Granducato di Toscana.
Tramite questo consiglio Francesco Stefano emanava le sue direttive di governo che venivano poi applicate a Firenze dai membri del Consiglio di Reggenza. Si stabilì un filo diretto tra i due centri politici di Vienna e Firenze in una sorta di osmosi e continuo scambio di dispacci, richieste di chiarimenti, relazioni e pareri. Fondamentale perché questo sistema potesse funzionare era l'individuare e selezionare i collaboratori a seconda delle circostanze. Francesco Stefano scelse uomini di provata fedeltà, che gli assicurarono una salda amministrazione a distanza del suo patrimonio territoriale, mentre egli contemporaneamente svolgeva i suoi compiti di consigliere e collaboratore della moglie Maria Teresa e di comandante militare dell'armata asburgica.
Facevano parte del Consiglio intimo uomini provenienti in gran parte dalla pratica di governo lorenese come "Molitoris, capo di gabinetto e consigliere di stato di Lorena dal 1724; Henri de Jacquemin, consigliere di stato di Lorena dal 1729; Charles de Pfutschner, consigliere come i precedenti ed ex-precettore del granduca. I Segretari del consiglio furono prima Francesco Giuseppe barone di Toussaint (già segretario del gabinetto di Lorena dal 1724) poi dal 1744 al 1751 Domenico Matteo de Poirot, barone di Saint-Odile". Questi esponenti dell'alta burocrazia, che avevano seguito Francesco Stefano fin dagli anni della sua formazione a Vienna, furono poi collocati nei punti strategici di comando in parte a Vienna e in parte a Firenze. Oltre a questi fedelissimi il consiglio a Vienna fu composto anche da toscani e fin dai primissimi anni fu presente Ferdinando Bartolomei che precedentemente era stato ambasciatore di Gian Gastone presso la corte asburgica. Questa carica fu poi ricoperta dal 1747 da Carlo Ginori. L'inserimento nel Consiglio di ministri toscani rispondeva ad un disegno ben preciso che mirava ad allentare le tensioni tra la nuova dinastia e i ceti di governo locali amalgamando la classe dirigente viennese con quella toscana. Questa operazione si può considerare conclusa quando il consiglio di Francesco Stefano prese il nome di "Conseil intime pour les affaires de Toscane" nel 1751, anno in cui vi fu inserito Vincenzo degli Alberti, un fedelissimo di Emmanuel de Nay conte di Richecourt. L'Alberti restò a Vienna fino al 1761, quando fu sostituito a da Tommaso Piccolomini.
Nei pochi anni che precedettero la morte di Francesco Giuseppe e il passaggio del Granducato nelle mani di Pietro Leopoldo, il Consiglio viennese e in particolare il consigliere Saint-Odile ebbero un ruolo importante nella direzione dello stato toscano, un'azione che portò in seguito alla sostituzione di Botta Adorno con il Rosemberg e ad un accordo definitivo tra Pietro Leopoldo e il fratello, l'imperatore Giuseppe II.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Fonti:- ASFi, Consiglio di Reggenza, nn. 218-222
Bibliografia:- Alessandra Contini, La Reggenza lorenese tra Firenze e Vienna. Logiche dinastiche, uomini e governo (1737-1766), Firenze, Olschki, 2002
- Furio Diaz, I Lorena in Toscana. La Reggenza, Torino, UTET, 1988
- Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, Guida generale degli Archivi di Stato, a cura di Piero D'Angiolini, Claudio Pavone, Paola Carucci, Antonio Dentoni-Litta, Firenze, Le Monnier, 1981-1994, Vol. II, p.89
- Alessandra Contini, Gli uomini della Maison Lorraine: ministri, savants, militari e funzionari lorenesi nella Toscana della Reggenza in Il Granducato di Toscana e i Lorena nel secolo XVIII. Incontro internazionale di studio. Firenze, 22-24 settembre 1994, a cura di Alessandra Contini, Maria Grazia Parri, Firenze, Olschki, 1999, 207-284
- Giuseppe Pansini, Potere politico ed amministrazione al tempo della Reggenza lorenese in Pompeo Neri. Atti del colloquio di studi di Castelfiorentino (6-7 maggio 1988), a cura di Marcello Verga, Aldo Fratoianni, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1992
- Jean-Claude Waquet, Tra Principato e Lumi: lo spazio della Reggenza nella Toscana del Settecento in Società e storia, Milano, Franco Angeli, 1983, pp. 37-47
Redazione e revisione:- Conti Paola, 2020/05/14, revisione
- Puccetti Sonia, 22-FEB-06, prima redazione
- Puccetti Sonia, 23-MAG-06, rielaborazione