Date di esistenza: 1814 - 1861
Sedi: Firenze
Intestazioni di autorità:- Comando superiore del Corpo di artiglieria di Firenze (1814 - 1861), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Note storiche:Con il Regolamento per l’Amministrazione economica del materiale d’Artiglieria del 1821 fu sancito che la Direzione superiore (Comando) dovesse risiedere a Livorno, ove era situato l’arsenale principale. Furono anche stabilite cinque Direzioni subalterne a Firenze, Portoferraio, dov’era un altro arsenale, Livorno e circondario, Orbetello e circondario, Piombino e circondario. In ciascuna di esse vi era un munizioniere direttamente sottoposto alla Direzione di Livorno. I munizionieri avevano in consegna tutta la grossa artiglieria, le armi portabili, munizioni ed utensili e dipendevano per le spese di riparazione e trasporto dalla propria Direzione subalterna. I Comandanti dei Forti e posti armati si riferivano direttamente al munizioniere per le consegne, mentre i Comandanti dei Corpi dovevano inoltrare le richieste alla Direzione superiore di Livorno. Del materiale che i munizionieri avevano in consegna tenevano un inventario periodicamente aggiornato che era trascritto su un registro dei movimenti trimestrali del materiale, firmato da loro, dal Comandante locale d’Artiglieria e dal Commissario di Guerra. Alla fine dell’anno tutta la loro contabilità era sottoposta all’Ispezione.
[espandi/riduci]La Direzione superiore d’Artiglieria aveva la sorveglianza del materiale e controllava che le scritture contabili fossero immediate ed esatte. Il Direttore, almeno ogni due anni e tutte le volte che ne riceveva ordine dal General Comando delle truppe, doveva ispezionare le Piazze, i Forti, le Torri e i posti armati del litorale sia sulla terraferma che sulle isole per controllarne i libri contabili e le dotazioni, sottoponendoli al Primo Commissario di guerra quale soprintendente dell’amministrazione economica militare.
Con le Istruzioni per l’Amministrazione del materiale d’Artiglieria del 26 giugno 1832 vengono mantenuti i cinque munizionieri a Livorno, Firenze, Portoferraio, Piombino e Orbetello, con la consegna e la responsabilità del materiale d’artiglieria esistente nelle Piazze, Forti posti armati del rispettivo Distretto; i movimenti di detto materiale dipendevano dagli ordini dei rispettivi sotto Direttori e Comandanti locali di Artiglieria che insieme ai Commissari di guerra ne avevano la sorveglianza. Porto Ercole, Grosseto e il Giglio dipendevano da Orbetello, Gorgona da Lungone nell’Elba.
Come prima il Direttore superiore di Livorno aveva la sorveglianza di tutto il materiale e ne decideva i movimenti di concerto con il Commissario di guerra di Livorno, cui spettava la sorveglianza delle spese d’artiglieria e l’approvazione della spesa dei lavori di mantenimento e della distruzione del materiale inservibile. Il Direttore ogni due anni o quando gli fosse richiesto doveva eseguire l’ispezione generale o parziale di Piazze, Forti e posti armati.
Con le Istruzioni del 1853 l’approvazione delle spese d’Artiglieria passa alla Direzione dell’Amministrazione militare.
Il Corpo d’Artiglieria risale al periodo mediceo; era un corpo sedentario distaccato nelle Fortezze e Forti del territorio senza armamenti o equipaggiamenti da campagna. Con l’avvento dei Lorena non subì diminuzioni o soppressioni come altri Corpi. A partire dal 1748 fu organizzato in un Battaglione di tre Compagnie con uno Stato maggiore residente a Livorno. A capo dell’artiglieria di Livorno fin dal 1745 fu posto Edouard Warren, ingegnere geografo. Gli era collegato il Corpo degli Ingegneri militari, fino alla sua soppressione nel 1777.
Il Real Corpo d’Artiglieria venne nuovamente istituito nel 1814, nell’ambito dei provvedimenti presi dall’allora Ministro della guerra Generale Starhenberg per la riorganizzazione dell’esercito toscano.
Con Decreto Sovrano del 7 dicembre 1848, durante il ministero D’Ayala, venne costituito un Reggimento di Artiglieria formato di 16 Compagnie, invece delle 10 esistenti. Il Reggimento fu diviso in 2 Battaglioni, il primo da Campo, provveduto di Cavalli, il secondo da Piazza. Questo era composto da quattro Compagnie di Cannonieri, una di Minatori e Zappatori e tre di maestranze (armaioli, artificieri e pontieri). Dei due Battaglioni di Cannonieri Guardacoste continentali il primo aveva la sede del Comando centrale a Livorno e Comandi a Viareggio, Livorno, Rosignano e Piombino, e comprendeva anche i Pompieri di Livorno e di Lucca; il secondo, con sede del Comando centrale ad Orbetello, aveva Comandi anche a Grosseto, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e isola del Giglio.
Il Regolamento per il servizio militare del 29 agosto 1849 ribadisce la dipendenza del Corpo dal Ministero della Guerra o direttamente o per il tramite del suo Ispettore Generale delle Armi speciali in quanto considerato un Corpo separato dal restante della guarnigione.
Le strutture e le istituzioni dell’esercito toscano cessarono di esistere quando il Granducato diventò parte del Regno d’Italia (1861).
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Fonti:- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 5508, ins. 75, Istruzioni per l'amministrazione del materiale dell'Artiglieria, 26 giugno 1832
- ASFi, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 6051, Regolamento pel servizio militare nelle Piazze del Granducato di Toscana approvato da S. A. I. e R. il Granduca Leopoldo II li 29 agosto 1849
- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 6065, Istruzioni per l'Amministrazione economica dei Corpi e Dipartimenti militari e tariffe del soldo e altre indennità dei Corpi e Dipartimenti suddetti approvate con Sovrano dispaccio dei 30 dicembre 1853
- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 6074, Regolamento per l'amministrazione economica del materiale d'artiglieria del Granducato di Toscana del 30 dicembre 1820
- ASFi, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, n. 1544, Copia del dispaccio di Sua Maestà Cesarea al suo Consiglio di Reggenza in data del 7 luglio 1748
Bibliografia:- Niccolò Giorgetti, Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860), Città di Castello, Tipografia dell'unione arti grafiche, 1916, vol. II, pp. 24-29; vol. III, pp. 311; 414; 483-486
Redazione e revisione:- Conti Paola, 2022/08/16, revisione