Altre denominazioni:- Segreteria intima di gabinetto
Date di esistenza: 1770 - 1859
Sedi: Firenze
Intestazioni di autorità:- Segreteria di Gabinetto, Firenze (1770 - 1859), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:La Segreteria di Gabinetto fu istituita nel 1770 dal Granduca Pietro Leopoldo con il compito di coadiuvare il sovrano stesso nell'esame degli affari dello Stato.
Nella sua fase iniziale essa ebbe principalmente il ruolo di segreteria vera e propria del sovrano, ma andò via via assumendo un peso politico maggiore. Istituita all'interno del Dipartimento della Camera di S.A.R., al momento della riorganizzazione della corte con l'arrivo di Pietro Leopoldo a Firenze, tale Segreteria non ebbe mai un profilo giuridico-istituzionale definito.
Inizialmente la sua struttura rifletté le peculiarità dello stile di governo di Pietro Leopoldo, basato su un continuo e costante intervento nella trattazione di ogni genere di affare: la posizione del sovrano nella gestione dei processi politici era molto rilevante, a discapito di una funzione autonoma e significativa dei Segretari di Gabinetto. Il rapporto fra il Granduca e i Segretari era basato sulla fiducia personale, essendo questi i suoi più intimi e diretti collaboratori. Primo segretario fu Jacob de Sauboin, cui si unirono presto Humbourg, Wasseige, de Rasse, sostituiti poi da Gilkens e Fulge, il cui ruolo si definì pian piano nella prassi, anche se non venne sancito ufficialmente in alcun modo.
[espandi/riduci]La Segreteria di Gabinetto andò progressivamente acquistando importanza per la mediazione tra Sovrano e Consiglio che venne a svolgere soprattutto a partire dal 1789, quando Pietro Leopoldo riunì in un unico Consiglio, affiancato da alcune Segreterie, quelli che fino ad allora erano stati dei Consigli separati (di Stato, di Finanze, di Guerra all'epoca della Reggenza; di Stato e Guerra e di Finanze dal 1770). Al momento dell'unificazione del Consiglio si configurò una struttura di vertice basata su una dualità dialettica tra Sovrano e Consiglio stesso. In questo quadro la Segreteria di Gabinetto si pose come organo di collegamento e assunse sempre maggiori compiti per rispondere al nuovo assetto di vertice dello Stato, dove si andava sottolineando la separazione fra Consiglio e Segreterie da un lato e Sovrano dall'altro. Tutti gli affari che non erano discussi dal Consiglio venivano sottoposti al Sovrano tramite la Segreteria di Gabinetto: il Segretario intimo certificava con la sua firma le decisioni del Principe e teneva rapporti con il Consiglio e con altri uffici dello Stato, acquisendo in questo modo una grande rilevanza istituzionale.
Alcuni mutamenti nell'assetto e nelle funzioni maggiori si ebbero con Ferdinando III e, soprattutto, con Leopoldo II, grazie al quale l'ufficio definì le sue competenze e le sue procedure, tramite un assetto burocratico sancito da una prassi informale. Negli anni venti e trenta, infatti, la Segreteria di Gabinetto vide accrescere i propri compiti di supporto e di assistenza al Granduca nella trattazione degli affari sottopostigli dal Consiglio o da trasmettere ad esso; assunse il ruolo di portavoce dell'autorità sovrana nei confronti di istituzioni pubbliche e private e di singoli sudditi; divenne il filtro delle aspettative che individui, gruppi, istituzioni, riponevano nel Granduca. Le due figure di Segretari che meglio rappresentano il progressivo burocratizzarsi dell'attività della Segreteria di Gabinetto furono Carlo Felici e Matteo Bittheuser.
La Segreteria di Gabinetto rimase in vita per alcuni mesi anche dopo la fuga del Granduca da Firenze nel 1859 fino al giugno di quell'anno quando una Commissione si occupò di smantellare i beni e le amministrazioni del Granducato.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, Guida generale degli Archivi di Stato, a cura di Piero D'Angiolini, Claudio Pavone, Paola Carucci, Antonio Dentoni-Litta, Firenze, Le Monnier, 1981-1994, II, pp. 89-90
- Thomas Kroll, La rivolta del patriziato. Il liberalismo della nobiltà nella Toscana del Risorgimento, Firenze, Leo S. Olschki, 2005, pp. 56 e sgg.
- Franz Pesendorfer (a cura di), Il governo di famiglia in Toscana. Le memorie del granduca Leopoldo II di Lorena (1824-1859), Sansoni editore, 1987
- Giulio Prunai (a cura di), Firenze. Repubblica (sec. XII-1532). Granducato Mediceo (1532-1737). Reggenza Lorenese (1737-1765). Granducato Lorenese (1765-1808, 1814-1861). Governo francese (1807-1808), Milano, Giuffrè, 1967, 104-105
- Fra Toscana e Boemia. Le carte di Ferdinando III e di Leopoldo II nell'Archivio centrale di Stato di Praga, a cura di Carlo Vivoli, Stefano Vitali, Roma, Ministero per i beni e le attività culturali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 1999 (Fra Toscana e Boemia. Le carte di Ferdinando III e di Leopoldo II nell'Archivio centrale di Stato di Praga)
Redazione e revisione:- Bondielli Daniela, 04-GEN-01, revisione
- Conti Paola, 2020/03/03, revisione
- Puccetti Sonia, 28-GIU-07, rielaborazione