Altre denominazioni:- Amministrazione delle Regie Fortezze e Fabbriche, 1548 - 1553
- Scrittoio delle Regie Fabbriche, 1739 - 1849
- Scrittoio delle fortezze, fabbriche e giardini, 1777 - 1849
Date di esistenza: 1553 ca - 1739
Sedi: Firenze
Intestazioni di autorità:- Scrittoio delle fortezze e fabbriche, Firenze (1553 ca - 1739), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Note storiche:L'Amministrazione delle Regie Fortezze e Fabbriche, istituita da Cosimo I nel 1548, per sovrintendere al governo e all'approvvigionamento delle fortificazioni toscane, rappresenta il primo nucleo da cui si sviluppò, all'inizio della seconda metà del XVI secolo, lo Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche. Lo Scrittoio, documentato a partire dal 1553, si occupò inoltre dell'amministrazione e della manutenzione dei palazzi e delle ville a servizio della corte medicea ed in genere della maggior parte degli stabili pubblici.
Alla fine del Cinquecento l'ufficio fu sottoposto ad una riorganizzazione delle strutture di vertice: alla direzione vennero posti un Soprintendente ed un Provveditore generale delle Fortezze, alle cui dipendenze furono assegnati dei soprintendenti e provveditori regionali, incaricati di controllare periodicamente lo stato delle strutture e provvedere ai necessari rifornimenti (tra i provveditori si annovera anche l'ing. Pietro Guerrini, protagonista di un lungo viaggio in Europa per ordine di Cosimo III).
[espandi/riduci]Per la parte amministrativa lo Scrittoio fu generalmente presieduto da un provveditore, assistito da un sottoprovveditore, un camarlingo e un computista; il titolo dei funzionari posti al vertice dell'ufficio fu tuttavia abbastanza variabile nel corso del tempo assumendo, a seconda delle epoche, quello di provveditore, soprintendente generale, maggiordomo maggiore, collaterale delle milizie.
In epoca lorenese (motuproprio del 26 aprile 1739), lo Scrittoio come ufficio unico fu soppresso e le sue incombenze divise in quattro dipartimenti: il Comandamento di guerra; lo Scrittoio di direzione generale delle fortificazioni, artiglierie, arsenali; lo Scrittoio di fabbriche civili, fontane, getti d'acqua; lo Scrittoio dei giardini. Le fabbriche militari furono assegnate alla Direzione generale d'artiglieria e fortificazioni, a capo delle quali fu posto Odoardo Warren.
Dato che le incombenze dello Scrittoio si ampliarono notevolmente nel corso del tempo, almeno a partire dai primi decenni del XVIII secolo, l'ufficio potè contare su un certo numero di maestranze fisse, tra le quali si annoverano anche un corpo di ingegneri e architetti, incaricati di dirigere e sorvegliare i lavori di manutenzione e restauro degli immobili, nonchè di tenere aggiornata la situazione delle proprietà attraverso la costante produzione di piante, mappe e disegni (cfr. Istruzioni del 1741 che definiscono i compiti degli architetti, modificate nel 1789). Tale attività fu proseguita con iniziative ed indagini ancora più specifiche: ne è un esempio l'incarico affidato all'architetto Giuseppe Ruggieri per i rilievi architettonici su palazzi, ville e fabbriche di pertinenza dello Scrittoio, iniziativa parallela a quelle effettuate, sempre intorno alla metà del XVIII secolo, da parte dello Scrittoio delle possessioni.
La vasta documentazione cartografica prodotta dallo Scrittoio delle fortezze e fabbriche, oltre che nel medesimo fondo, si trova conservata come carte sciolte anche nel fondo denominato "Piante dello Scrittoio delle fabbriche e fortezze".
L'opera riformatrice di Pietro Leopoldo investì anche i diversi uffici preposti alla gestione dei beni patrimoniali, i quali furono sottoposti ad una nuova ristrutturazione. Il disarmo della maggior parte delle fortezze e la volontà di diminuire le spese per la cura del patrimonio granducale furono tra le principali cause che portarono alla soppressione dello Scrittoio delle fortificazioni e del Corpo degli ingegneri militari, incaricati fino ad allora del controllo e della manutenzione delle fortezze toscane. Tali mansioni vennero riassorbite dallo Scrittoio delle reali fabbriche con motuproprio del 2 settembre 1777, insieme al controllo dei palazzi e ville reali, fabbriche sanitarie, doganali, darsene e porti marittimi.
Il motuproprio del 6 aprile 1789 stabilì una più netta distinzione tra i beni dello stato e quelli della corona (secondo la distinzione già in vigore in precedenza tra fabbriche private e fabbriche dello stato) e si istituiva l'amministrazione dei beni della Corona e del patrimonio personale del granduca; al nuovo dipartimento, a capo del quale fu nominato Luigi Bartolini Baldelli, furono sottoposte lo Scrittoio delle possessioni, le ville, fabbriche e giardini considerati facenti parte del patrimonio della corona (palazzi e giardini della Crocetta, Quercia, Ambrogiana, Castello, Patraia, Poggio a Caiano, Lappeggi, Pratolino), il Gabinetto di Fisica; tutti gli altri palazzi di Firenze e le ville di Poggio a Caiano e Poggio Imperiale, insieme a tutti gli edifici militari facevano parte delle Fabbriche di stato civili o militari (ASFi, Imperiale e Regia Corte lorenese, 343, ins. 23). Tale provvedimento comunque restò in vigore solo fino al 26 agosto 1802, quando lo Scrittoio riacquistò le competenza che aveva esercitato in precedenza. Dal 1802 al 1808 lo Scrittoio viene quindi sottoposto al Conservatore dei reali palazzi e ville.
Soppresso in epoca francese, lo Scrittoio fu ripristinato, con le medesime funzioni, nel 1814. Con la generale riorganizzazione dei ministeri avvenuta nel 1848, le competenze sulle fabbriche militari furono trasferite al Ministero della guerra. Il motuproprio del 9 dicembre 1849 decretò l'abolizione dello Scrittoio ed il trasferimento delle sue competenze sulle fabbriche civili alla Direzione generale dei lavori di acque e strade, che prese il nome di Direzione generale delle acque e strade e fabbriche civili dello stato. Per quanto riguardava i giardini e i parchi, le competenze passarono all'Amministrazione dei regi possessi. Con lo stesso motuproprio si stabilì inoltre che spettasse al direttore dello Scrittoio (carica all'epoca ricoperta dal marchese Girolami Bellati Merli) provvedere alla chiusura e alla liquidazione dell'amministrazione dello Scrittoio, che per tale funzione, continuò ad esistere fino alla fine di febbraio del 1850.
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Fonti:- ASFi, Imperiale e real corte, 343, ins. 1
- ASFi, Scrittoio delle fortezze e fabbriche, 1989, c. 55.
- ASFi, Segreteria di finanze, Affari anteriori al 1788, 433, ins. R.
Bibliografia:- Anna Guarducci (a cura di), Mappe e potere. Pubbliche istituzionie cartografia nella Toscana moderna e contemporanea (secc. XVI-XIX), Firenze, All'Insegna del Giglio, 2006, pp. 26-28
- Anna Guarducci (a cura di), Mappe e potere. Pubbliche istituzionie cartografia nella Toscana moderna e contemporanea (secc. XVI-XIX), Firenze, All'Insegna del Giglio, 2006, pp. 26-28
- Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, Guida generale degli Archivi di Stato, a cura di Piero D'Angiolini, Claudio Pavone, Paola Carucci, Antonio Dentoni-Litta, Firenze, Le Monnier, 1981-1994, pp. 71-72; 91; 110
- Francesco Martelli (a cura di), Il viaggio in Europa di Pietro Guerrini (1682-1686), Firenze, Olschki, 2005
- Francesco Martelli, "Dai 'Provveditori' allo 'Scrittoio'. Note sulle origini dello Scrittoio delle fortezze e fabbriche nel Cinquecento" in "Opus Incertum": semestrale del Dipartimento di Storia dell'architettura e della città. N. I "Atti del Congresso La fabbrica di Pitti. Strategie familiari, committenza e architettura da Luca Pitti a Cosimo I de'Medici", a cura di Vanna Arrighi e Giuseppina Carla Romby, 9 marzo 2004 - Archivio di Stato di Firenze, Firenze, Polistampa, 2006
- Carlo Vivoli, Leonardo Rombai, Diana Toccafondi, Cartografia e ricerca storica, un problema aperto. I fondi cartografici dell'Archivio di Stato di Firenze in Società e storia, X, 36 (1987), pp. 468-472
- Alessandra Di Croce, Onofrio Boni e lo Scrittoio delle Regie Fabbriche: il mestiere dell'architetto a Firenze tra Sette e Ottocento in Intellettuali ed eruditi tra Roma e Firenze alla fine del Settecento, Ricerche di storia dell'arte, n. 84, 2004, pp. 25-34
- Carlo Vivoli, Diana Toccafondi, Palazzi, uffizi, ville, fattorie e diverse possessioni di S.A.R. in La Toscana dei Lorena nelle mappe dell'Archivio di Stato di Praga. Memorie ed immagini di un Granducato. Catalogo e mostra documentaria - Firenze, 31 maggio - 31 luglio 1991, a cura di Maria Augusta Morelli Timpanaro, Paola Benigni, Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - Ufficio Centrale per i Beni Archivistici, 1991, pp. 97-100
- Diana Toccafondi, Carlo Vivoli, Fondi cartografici in L'Archivio di Stato di Firenze, a cura di Anna Bellinazzi, Rosalia Manno Tolu, Fiesole, Nardini Editore, 1995, pp. 163-170
- Luigi Zangheri, L'architettura militare in Toscana tra Medici e Lorena da Alessandro a Pietro Leopoldo (1531-1790) in Città, ville e fortezze della Toscana nel XVIII secolo, a cura di Luigi Zangheri, Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, 1978, pp. 35-49
Redazione e revisione:- Floria Silvia, prima redazione