Sedi: Firenze
Intestazioni di autorità:- Reali Carabinieri, Veliti e Imperiale e Real Gendarmeria, Firenze (sec. XIX metà), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Note storiche:Con Motuproprio del 25 febbraio 1841 Leopoldo II dispose la costituzione di un battaglione di Carabinieri del Granducato di Toscana "destinati a prevenire e reprimere i delitti, ad assicurare l'osservanza delle leggi, a mantenere il buon ordine nell'interno ed a proteggere l'esazione dei diritti Regii" al posto del Corpo militare utilizzato dal 1815 dei Cacciatori a piedi. Le norme per il servizio uguali a quelle che erano state emanate per i Cacciatori a piedi, furono ribadite con risoluzione sovrana del 20 luglio 1845.
Il Corpo nella parte disciplinare e amministrativa dipendeva dal General Comando supremo; dalla Presidenza del Buongoverno e dalle autorità governative locali per ciò che ha relazione al servizio di polizia; dal Pubblico Ministero per il disimpegno delle funzioni di polizia giudiziaria; per l’economico dall’Amministrazione militare.
Per il ruolo che il governo granducale conferì ai suoi carabinieri, questi vennero a trovarsi in una posizione di tutto rilievo anche durante i moti del '48.
[espandi/riduci]Tuttavia alcuni incidenti verificati nel corso dei tumulti a Livorno indussero il Governo nel novembre del 1848 a sciogliere il Corpo riorganizzandolo. Il decreto del 22 novembre 1848 dispose che la forza destinata al servizio politico della Toscana fosse denominata Gendarmeria Imperiale e Reale e che la forza di pubblica sicurezza fino ad allora preposta fosse abolita. Decise inoltre che la squadra dei Veliti a Cavallo fosse distaccata dal Reggimento dei Veliti e passasse a far parte del reggimento I. e R. Gendarmeria formando nucleo alla creazione dello squadrone di Cavalleria. Il 24 ottobre 1849 con decreto CCVIII il granduca, riassunti i poteri, ristabilì la norma del 1848.
Con il decreto del 30 maggio 1851 viene approvato il Regolamento della Gendarmeria. I compiti della Gendarmeria erano molteplici dal mantenimento dell'ordine interno alla esecuzione delle leggi. Dovevano vigilare sulla conservazione dell'ordine pubblico e della moralità, difendere i cittadini e la proprietà, vigilare sulla sicurezza delle strade, sui vagabondi, sul contrabbando, sull'uso delle armi, sulla pulizia delle strade e delle piazze, sui mendicanti, sul gioco d'azzardo, sul disturbo della quiete notturna, sul trasporto dei cadaveri, sull'illuminazione, sui sospetti e pregiudicati, sui forestieri, arrestare i disertori. In qualità di polizia giudiziaria aveva l'incarico di investigare, raccogliere prove e consegnare i rei ai Tribunali. Per la varietà delle funzioni rendevano conto in base all'attività svolta al Ministero della Guerra al Ministero dell'Interno e al Ministero di Giustizia e Grazia.
Il reclutamento del Corpo prevedeva inoltre età compresa tra i 21 e i 35 anni, altezza minima di braccia 2 e soldi 17, abilità di leggere e scrivere, scapoli o vedovi senza figli, di moralità esemplare. Per la disciplina dei propri sottoposti inizialmente erano incaricati i Consigli di Disciplina di ogni Battaglione che dovevano raccogliere le prove da inviare ai Tribunali coinvolti, o Tribunale militare o Tribunali ordinari.
Con Regolamento approvato con R. Dispaccio del 10 aprile 1856 per la giurisdizione sopra la Gendarmeria viene creato un apposito Auditore Militare.
Nel 1859, con la guerra franco-piemontese all'Austria e l'insurrezione di Firenze del 27 aprile, il granduca Leopoldo II lasciò la Toscana.
Insediatosi il Governo provvisorio, fu inviato a Firenze il Maggiore dei Reali Carabinieri piemontesi Filippo Ollandini con l'incarico di assicurare l'ordine pubblico, collaborando con la Gendarmeria, costituendo localmente comandi territoriali dell'Arma. Il 12 giugno, riuscì a fare approvare un decreto che poneva la Gendarmeria toscana alle dipendenze del Ministero della guerra per l’esecuzione di compiti militari e del Ministero degli interni per il servizio di pubblica sicurezza, con una struttura simile a quella del Corpo dei Carabinieri piemontesi. Il 15 giugno fu nominato comandante della Gendarmeria toscana, portandone a termine la riorganizzazione sul modello dei Carabinieri. Il corpo che ne risultò, ufficializzato il 24 luglio, assunse il nome di "Legione dei Carabinieri Toscani".
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Fonti:- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra n. 1287 Norme per la disciplina e per il servizio dei RR. Carabinieri estratte dagli ordini e dalle osservanze vigenti approvate con S. Risoluzione de’ 20 luglio 1845
- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 6037, Manuale per l'I. e R. Gendarmeria Toscana, Firenze tipografia del carcere delle Murate, 1852
- ASFI, Appendice della Segreteria poi Ministero della Guerra, 6050, Decreto che approva e pubblica il Regolamento per la Imp. e R. Gendarmeria Toscana de' 30 maggio 1851, Firenze stamperia granducale 1851
- ASFi, Presidenza del Buongoverno, 1808-1848, n. 430, affare 151
Redazione e revisione:- Conti Paola, 2022/08/25, prima redazione