Date di esistenza: 1848 - 1860
Sedi: Firenze
Intestazioni di autorità:- Direzione del reclutamento militare, Firenze (1848 - 1860), Regole SIASFi; SIUSA/NIERA
Note storiche:Nel Granducato di Toscana l'arruolamento si svolgeva su base comunitativa: l'ufficio a ciò preposto - prima l'Uffizio generale delle Comunità del Granducato, in seguito la Direzione per l'arruolamento militare (1826-1848) e la Direzione del reclutamento militare (1848-1857) - stabiliva il numero di reclute che ogni anno la Comunità doveva reperire e la Comunità, applicando le leggi in materia (circolare del 10 maggio 1820; Notificazione dell'I. e R Consulta, 8 agosto 1826, Decreto del 18 febbraio 1853) le inviava all'esercito.
Le modalità dell'arruolamento subirono un cambiamento con il decreto del 18 febbraio 1853. Erano arruolabili i giovani che in quell'anno avevano compiuto il diciannovesimo anno d’età. La ferma, detta anche capitolazione, durava otto anni, ed era rinnovabile. Oltre agli inabili a vario titolo, erano esentati il clero regolare e secolare, figli unici di madre vedova ed altri casi legati alla condizione familiare e al numero di maschi atti al lavoro compresi nel nucleo familiare. In ogni circondario furono istituiti dei Consigli di reclutamento con l'incarico di gestire le operazioni di leva all'interno delle Comunità. Sopra di loro stavano i Consigli compartimentali, che esaminavano i reclami sporti contro l'operato dei Consigli di reclutamento (soprattutto ricorsi per essere esentati dalla coscrizione).
Nel 1852 fu stabilito in Firenze un Consiglio Superiore di Reclutamento formato dal General Comandante delle truppe, da due Comandanti dei Corpi di linea stanziati in Firenze e da tre medici chirurghi per l’esame dei ricorsi e dei reclami. Per quei casi in cui non era possibile decidere il coscritto veniva inviato all'ospedale di S. Maria Nuova. Rimase la possibilità dei cambi, ma le spese per pagarli passavano a carico del singolo cittadino che voleva farsi sostituire e non più della Comunità.
Il numero dei coscritti della leva annuale poteva subire grosse variazioni a seconda delle tendenze di governo (se cercava di risparmiare sulle spese dell'esercito oppure se sostituiva settori dell'esercito che si erano dimostrati inaffidabili); veniva inoltre tenuto conto dell'andamento demografico e della situazione politica (per esempio in previsione di rivolte o invasioni); in casi particolari poteva anche essere promossa una leva straordinaria di volontari.
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Fonti:- ASFi, Leggi e bandi: XXVII, XI (1820); XXXIII, L (1826); XL, XVIII (1853).
- ASFi, Ministero della Guerra, 319, protocollo 18 n. 9 del marzo
Bibliografia:- Niccolò Giorgetti, Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860), Città di Castello, Tipografia dell'unione arti grafiche, 1916, II, pp. 624-625; III, pp. 416; 488.
Redazione e revisione:- Conti Paola, 2022/08/14, revisione