Date di esistenza: 1594 - 1804
Sedi: Parma, Piacenza
Intestazioni di autorità:- Governatore, Parma, Piacenza (1594 - 1804), SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:I Governatori, uno a Parma e uno a Piacenza, erano la carica più importante all'interno dell'amministrazione dello Stato, tuttavia di difficile definizione dal punto di vista istituzionale.
Nel periodo prefarnesiano coesistevano i governatori di nomina papale che sovraintendevano sulle magistrature comunali e i podestà, detti anche pretori, di nomina comunale. A questi ultimi era attribuito il supremo potere giudiziario, eccetto nelle cause contro lo Stato che spettavano al governatore. Successivamente si creò molta confusione sulle giurisdizioni dei governatori e quelle dei podestà. Con il nuovo ordinamento dato dal duca Pier Luigi Farnese furono riconosciuti al podestà, almeno a Piacenza, tutti i poteri governatoriali e l'amministrazione giudiziaria affidata al Consiglio supremo di Giustizia. Ottavio Farnese mise a capo del Consiglio supremo di Giustizia un pretore a cui furono attribuiti tutti i poteri del governatorato. Il pretore, detto anche podestà, faceva parte del Consiglio ducale e amministrava con l'Anzianato e sorvegliava gli uffici economici. Ranuccio I definì ulteriormente il ruolo del governatore il quale, oltre a vigilare sull'annona e sull'abbondanza, sovrintendeva sulle congregazione dei cavamenti, degli edili, della riparazione, della giunta, dell'annona, della sanità, delle fontane, etc. Il Governatore era giudice supremo su tutti i contenziosi riferite alle Congregazioni per cause fino ai 10 scudi di Piacenza, sulle cause civili inferiori ai 25 scudi d'oro altrimenti demandate all'uditore civile.
[espandi/riduci]Il governatore di Piacenza era, inoltre, a capo della Congregazione degli Alloggi per le truppe estere istituita nel 1695 dal duca Francesco I e soppressa nel 1737 quando fu creato un commissario cesareo poi trasformata in Congregazione del Reggimento. Era anche giudice dei risarcimenti (risorti), delle imprese e dei dazi comunitativi, delle riparazione delle strade e dei ponti. Con lui collaboravano due vicari, uno per la città e uno per il territorio, che vigilavano sull'Annona e sul Divieto.
Il governatore di Parma era giudice di seconda istanza per i risarcimenti alla Comunità, la prima istanza era presentata all'Anzianato. Era, infine, giudice per i dazi e per l'annona e partecipava al Consiglio supremo di Giustizia insieme agli uditori civili e quello criminale.
Il governatore emanava gride e editti riferiti a tutto il ducato eccetto le giurisdizioni di Bardi, Borgotaro, Ferriere e Compiano che dipendevano da commissari subalterni direttamente al principe. Mentre le grida concernenti dazi e regalie camerali erano emanate dal governatore e dal magistrato camerale. Infine dal 1781 era a capo dell'ufficio della Dettatura.
L'impianto farnesiano del 1594 rimase sostanzialmente inalterato sotto il governo borbonico. L'annessione di Guastalla al ducato comportò l'istituzione della carica di un governatore, detto anche podestà, che amministrava su tutta la giurisdizione eccetto per le ville di Reggiolo e Luzzara.
Relazioni con altri soggetti produttori:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- M. DALL'ACQUA (a cura di), Enciclopedia di Parma. Dalle origine ai giorni nostri, Parma 1998, 383
- S. DI NOTO (a cura di) , Le istituzioni dei ducati parmensi nella prima metà del Settecento, Parma 1978, 78-83
- G. DREI, L'Archivio di Stato di Parma. Indice generale, storico, descrittivo ed analitico, Roma 1941, 55-56
Redazione e revisione:- Bandini Laura, 29/06/2017, prima redazione