Date di esistenza: 1869 - 1991
Sedi: Trapani
Intestazioni di autorità:- Intendenza di finanza di Trapani (1869 - 1991), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:Anche a Trapani l'Intendenza di finanza di Trapani fu istituita in applicazione del regio decreto 26 set. 1869, n. 5286 come organo territoriale di controllo e coordinamento sulle attività degli uffici finanziari in provincia e del personale ad essi addetto. Dopo la prima guerra mondiale, la sue sede fu ubicata presso l'antico monastero annesso alla chiesa di Maria SS. del Soccorso, adattato a Real Palazzo delle finanze di Trapani.
Tra le competenze dell'ente rientravano l'amministrazione dei beni demaniali, l'applicazione e la riscossione delle tasse di manomorta, di registro e di bollo e di ogni altra tassa o entrata derivante dai passaggi di proprietà e dalle pene pecuniarie. Si occupava anche della riscossione delle imposte sui beni rustici, sui fabbricati e sulla ricchezza mobile. Infine, curava l'amministrazione dei proventi derivanti dagli affitti degli immobili addetti ad uso governativo e la gestione e tutela dei beni mobili, diritti e rendite di ogni natura appartenenti al demanio dello Stato. Dal 1922 alle funzioni in materia di demanio e tasse preesistenti si aggiunsero la gestione delle controversie amministrative concernenti la valutazione dei beni soggetti a stima o relative alle tasse o a multe e spese di giustizia civile e penale.
[espandi/riduci]Nel 1870 furono istituite presso ciascuna Intendenza di finanza apposite sezioni amministrative per il servizio dell'Asse ecclesiastico, a cui furono demandate le trattazioni concernenti l'esecuzione delle leggi eversive fuori dalle competenze della Ragioneria. Ad esse furono affidate la compilazione dei progetti di liquidazione della tassa straordinaria del 30% e della rendita da iscriversi sul "Gran libro del debito pubblico" a favore degli enti morali ecclesiastici "conservati" o del Fondo per il culto. All'ufficio dell'Asse ecclesiastico furono affidati a livello territoriale anche gli affari relativi alle soppressioni ecclesiastiche, come le prese di possesso di situazioni economiche; la loro consegna al demanio dello Stato e la liquidazione delle rendite agli investiti dei benefici ecclesiastici soggetti alle leggi eversive. Le sezioni rappresentavano l'Intendente nei rapporti con gli enti centrali e speciali che gestirono i beni ecclesiastici ed, in particolare, l'Amministrazione del fondo per il culto e la Direzione generale del demanio.
Le intendenze di finanza furono soppresse nel 1991 e le loro competenze passarono alle Direzioni regionali delle entrate.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Profili istituzionali di riferimento:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- F. MOLTEDO, L'amministrazione finanziaria italiana, Napoli 1985
- G. GRECO, Intendenza di finanza, in «Novissimo Digesto Italiano», 1968, VIII, 784-787
- A. DE STEFANI, L'ordinamento finanziario italiano, a cura di F. GIACONE-LUPARELLO, Roma, Jandi Sapi, 1957
Redazione e revisione:- Di Miceli Arianna, 2019/05/22, rielaborazione
- SIAS, 2006-09-06, prima redazione in SIAS