Date di esistenza: 1861 -
Sedi: Macerata
Intestazioni di autorità:- Questura di Macerata (1861 - ), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:In base alla legge 13 novembre 1859, n. 3720, dopo l'annessione delle Marche al Regno d'Italia (R.D. 17 dicembre 1860, n. 4500), a Macerata fu stabilito un Ufficio di pubblica sicurezza (P.S.), con a capo un delegato centrale alle dirette dipendenze della Prefettura; l'organo andava a sostituire la Direzione provinciale di polizia pontificia, attiva sul territorio maceratese dal 1816 al 1860, da cui erano dipesi i gendarmi pontifici.
Al contempo, presso i mandamenti giudiziari della provincia (Cingoli, Civitanova Marche, Recanati, Tolentino e San Severino), furono istituite le Delegazioni mandamentali di P.S., con a capo un delegato mandamentale, supportato, nell'azione di prevenzione e repressione dei reati, dai sindaci dei Comuni afferenti al rispettivo mandamento. A Camerino, sede di Sottoprefettura di circondario, era stabilito un Ufficio di P.S. di cui era responsabile il sottoprefetto, che rispondeva direttamente al Prefetto di Macerata. Il prefetto Campi, sulla base del disposto del Ministero dell'Interno, annunciava l'istituzione, nell'ambito della Guardia nazionale, di un Servizio di milizia per la sicurezza pubblica, attraverso la formazione, in ciascun Comune di mandamento, di pattuglie con agenti di P.S., in alcuni casi guidate dai carabinieri reali: l'obiettivo era quello di garantire la tutela del territorio, la sorveglianza continua sulle categorie di individui sospetti, il mantenimento dell'ordine pubblico.
[espandi/riduci]Nel decennio 1860 - 1870, l'attività del delegato centrale poi questore di Macerata, fu tesa particolarmente, alla riorganizzazione del territorio in relazione all'ordine pubblico, attraverso una intensa azione volta al controllo dell'emigrazione politica, soprattutto dal Lazio, alla repressione di reati politici e di brigantaggio, con una azione capillare sul territorio svolta dalla Guardia di P.S. Dopo alcuni decenni di attività ordinaria, la Questura di Macerata fu coinvolta, in occasione degli eventi bellici, nel processo di creazione di sistemi di internamento di soldati nemici e di quelle categorie di persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. Particolarmente testimoniata l'azione della Quetura tra il 1940 ed il 1944, con l'insediamnto dei campi di concentramento femminili e maschili operanti ad Urbisaglia, Treia, Petriolo e Pollenza, per gli stranieri presenti sul suolo italiano e provenienti da paesi nemici, compresi naturalmente gli ebrei, del campo per prigionieri di guerra di Sforzacosta, del sistema di internamento "libero"attuato a Camerino. Competeva alla Questura, infatti, la requisizione di ville e locali per gli internati, la consegna degli oggetti di casermaggio, la contabilità svolta per la liquidazione di compensi per il personale sanitario e ausiliario, le spese telefoniche, la fornitura di medicinali e di generi alimentari, nonchè la predisposizione di elenchi degli internati, loro movimenti quindicinali, ed in ultimo, nel 1944, il trasferimento degli stessi a Carpi, in provincia di Modena, in previsione della successiva deportazione nei lager nazisti.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Profili istituzionali di riferimento:Complessi archivistici prodotti:Redazione e revisione:- Cervellini Isabella, 2018/05/24, revisione
- SIAS, 2005/07/14, prima redazione in SIAS