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Procuratore regio (Granducato di Toscana), 1838 - 1859

In periodo mediceo e lorenese funzioni in qualche modo analoghe a quelle di un pubblico ministero nella trattazione delle cause erano state svolte da magistrature come l'auditore fiscale e l'avvocato regio, almeno per quanto concerneva una supervisione su tutti i tribunali criminali, una sorveglianza sulla giusta applicazione delle leggi da parte delle magistrature, una difesa degli interessi del fisco e del sovrano.
Con la riforma giudiziaria del 2 agosto 1838 veniva istituita per tutto il Granducato di Toscana la figura del Pubblico ministero o Procuratore regio, con la funzione di esercitare attenzione e controllo costanti sull'amministrazione della giustizia e la giusta e retta applicazione delle leggi, e di attuare una particolare protezione per le persone che per loro caratteristica sociale avessero necessità e bisogno di tutela. La legge del 1838 prevedeva un Procuratore regio generale presso la Corte regia di Firenze, assistito da avvocati generali e loro sostituti e un segretario. Prevedeva inoltre un Procuratore regio, con alcuni sostituti, presso i tribunali collegiali di prima istanza e presso gli auditori giudici di prima istanza di Pontremoli e Portoferraio.
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Bibliografia:
  • Riforma giudiziaria 2 ago. 1838, Provvedimento di istituzione, in Bandi Toscana, cod.45, n. XLIII

Redazione e revisione:
  • Altieri Magliozzi Ezelinda, revisione
  • Biotti Vittorio, prima redazione
  • Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2022/01/07