Nel Granducato di Toscana, con il motuproprio del 27 giugno 1814 venivano ripristinati la Camera delle comunità di Firenze, l'Ufficio generale delle comunità di Siena, l'Ufficio dei fossi di Pisa, mentre si determinava al 1° gennaio 1815 il ristabilimento dell'Ufficio dei fossi di Grosseto, le cui funzioni erano provvisoriamente assegnate all'Ufficio generale delle comunità di Siena. A tali uffici venivano sostanzialmente confermate le antiche attribuzioni che in periodo napoleonico erano state affidate alle prefetture: controllo sui bilanci delle comunità, sovrintendenza sui lavori delle strade regie, dei fiumi e dei ponti, controllo sulle attività degli ospedali, monti pii e enti assistenziali, riscossione di alcune imposte, generale tutela sulle comunità dei vari territori del Granducato. Con provvedimento del 1° ottobre 1814 venivano confermati e ripristinati anche l'Ufficio generale delle comunità (e il soprassindaco che ne era a capo), la cui istituzione era avvenuta con motuproprio del 6 ottobre 1802 e le cui funzioni erano sostanzialmente quelle di organismo di tutela di tutte le comunità, in collegamento con la Camera delle comunità e gli altri uffici citati. In particolare il soprassindaco istruiva e dava parere negli affari nei quali fosse proposto di estendere o modificare i regolamenti comunitativi, e negli affari relativi all'ampliamento, suddivisione, assestamento dei circondari delle comunità e alle istanze e progetti per l'istituzione di nuove cancellerie; dava poi parere agli affari relativi a alienazioni, acquisti, livelli di beni per conto delle comunità, ed esaminava i ricorsi avanzati sugli affari dipendenti della Camera di Firenze e dagli altri uffici, e sugli affari relativi a nuove strade.
[espandi/riduci]Con tre motuproprio emanati in data 1° novembre 1825 rimaneva soppresso l'Ufficio generale delle comunità e il relativo soprassindaco, e veniva istituito in Firenze il Dipartimento per la conservazione del catasto e per la direzione dei lavori di acque e strade.
La Camera delle comunità di Firenze e gli altri uffici analoghi venivano trasformati in Camere di soprintendenza comunitativa, con la creazione di una quinta Camera in Arezzo: le loro mansioni tecniche in materia di lavori pubblici passavano al nuovo Dipartimento creato in Firenze.
Il territorio granducale era diviso in 37 circondari distinti in 5 classi: ogni circondario comprendeva un numero determinato di comunità. Le Camere di soprintendenza comunitativa, che avevano a capo un provveditore (con un sottoprovveditore, commessi, computisti, ragionieri, cassieri, etc.), riassumevano, in corrispondenza con il Dipartimento fiorentino, le seguenti prerogative: sovrintendenza agli affari economici delle comunità e luoghi pii comunitativi, alle deputazioni dei fiumi, alla riscossione della tassa di famiglia, ai lavori di strade regie e provinciali; intervento negli affari sottratti alle amministrazioni comunali (alienazioni, transazioni, acquisti di beni); revisione delle amministrazioni dei cancellieri comunitativi; mantenimento e garanzia di uniformità interpretativa della legislazione comunitativa. Con dispaccio dell'11 settembre 1827 erano emanate istruzioni "normali e precettive" per i ragionieri delle camere di soprintendenza.
Con motuproprio del 29 dicembre 1840 veniva istituita la Soprintendenza generale delle comunità in Firenze, alla quale venivano affidate le funzioni prima esercitate dall'Ufficio di conservazione del catasto e quelle di controllo e tutela sulle comunità e sulle Camere di soprintendenza comunitativa. Alla Soprintendenza spettava la risoluzione di affari più importanti che erano sottratti alla competenza delle camere.
Con altro motuproprio del 29 dicembre 1840 si tendeva a riorganizzare il servizio del Dipartimento di acque e strade, che già aveva ricevuto le disposizioni del motuproprio del 3 dicembre 1838 e del Regolamento del 5 ottobre 1839. Apparteneva a tale Dipartimento la trattazione degli affari concernenti l'interpretazione dei regolamenti e ordini relativi al Corpo degli ingegneri e la gestione dei lavori d'acque e strade di sua competenza, in diretto rapporto con i provveditori delle Camere di soprintendenza comunitativa.
Le Camere di soprintendenza comunitativa e la Soprintendenza generale delle comunità in Firenze furono soppresse nel 1848 e le loro attribuzioni in gran parte assegnate alle prefetture.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Soggetti produttori collegati:Redazione e revisione:- Altieri Magliozzi Ezelinda, revisione
- Biotti Vittorio, prima redazione
- Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2023/11/16, supervisione della scheda