Date di esistenza: 1421 - 1808
Sedi: Livorno
Intestazioni di autorità:- Comunità di Livorno (1421 - 1808), SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:Il comune di Livorno, con la caduta della Repubblica di Pisa, a cui era inizialmente sottoposto, fu acquistato nel 1421 da Firenze che lo inglobò nel proprio contado. Al 1423 risale la prima redazione degli statuti della terra di Livorno, che prevedevano al governo della comunità un magistrato di tre anziani, un minor consiglio di quattro uomini e un consiglio maggiore di otto uomini. Un parlamento generale eleggeva coloro che erano ammessi alle cariche comunali almeno fino al 1561, quando l'elettorato attivo e passivo venne ad essere rappresentato da un consesso di venticinque uomini scelto dal capitano e dal camarlengo.
Dal punto di vista giudiziario Livorno era sede di capitanato con competenze sul territorio del comune e il capitano, prima eletto dall'ufficio delle tratte, a partire dal 1587 venne affiancato e poi sostituito nelle sue funzioni giudiziarie da un governatore di nomina granducale. Quest'ultimo, a sua volta, a seguito della legge per il nuovo compartimento dei tribunali di giustizia del 1772, perse il suo ruolo e la funzione di giudice ordinario civile e criminale passò all'auditore di governo. Queste riforme giudiziarie vennero messe in atto in quanto tra la fine del 1500 e il 1600 si costruiva la nuova città di Livorno e il territorio del capitanato di Livorno si andava espandendo a formare il "capitanato nuovo" a cui vennero aggregati, relativamente soltanto alla gestione dell'apparato giudiziario, alcuni comuni sottratti al vicariato di Lari: Fauglia (che comprendeva San Regolo, Luciana, Postignano Montalto e anche Colognole, Castell'Anselmo, Nugola, Parrana e Gabbro, Crespina, Lorenzana e Rosignano. Questi comuni dal punto di vista amministrativo non subirono variazioni in quanto rimasero sempre nell'ambito della cancelleria di Lari.
[espandi/riduci]La cancelleria di Livorno, al contrario del capitanato, non subì mutamenti territoriali rimanendo sempre competente sul territorio comunale di Livorno coincidente con quello del capitanato vecchio.
A seguito delle riforme leopoldine, nel 1780 la comunità di Livorno venne aggregata alla provincia pisana (istituita nel 1776) e la cancelleria di Livorno passò sotto il controllo dell'Ufficio dei fiumi e dei fossi di Pisa.
Nel 1780 venne istituita la nuova Comunità di Livorno il cui governo , eletto per sorteggio fra i possidenti locali, era costituito dal Magistrato composto da un Gonfaloniere e da alcuni priori ed in carica per un anno. Il Magistrato, affiancato da un consigliere per ciascun popolo della comunità, andava a formare il Consiglio Generale. Il vecchio sistema fiscale venne riformato e razionalizzato: tutte le imposizioni vennero abolite ed al loro posto venne istituita la "tassa di redenzione". Si trattava di un'unica tassa annuale fissa assegnata a ciascuna da versarsi in tre rate alla Cassa della Camera delle Comunità. Se non fosse riuscita a pagare la tassa di redenzione, la comunità era autorizzata a distribuire un'imposta sui possidenti, chiamata "dazio". Di tutte le questioni finanziarie si occupava un camarlingo o depositario, estratto dalle borse approntate per il magistrato ed in carica da uno ad un massimo di tre anni consecutivi. Un altro importante ufficio, da porsi all'incanto, era quello di "provveditore di strade e fabbriche" di durata triennale.
La Comunità venne soppressa nel 1808 con l'annessione della Toscana all'Impero francese.
Relazioni con altri soggetti produttori:Profili istituzionali di riferimento:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Archivio di Stato di Livorno, a cura di Paolo Castignoli, collaborazione di Giovanna Bacci Capaci, in Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. II, F-M, Roma 1983, 469-482
Redazione e revisione:- Molitierno Michela, 2022/08/30, revisione
- SIAS, 2005-01-18, prima redazione in SIAS