Altre denominazioni:- Monastero di Sala, 1100 - 1590
- Monastero di Santa Maria degli Angeli, San Vincenzo e San Bastiano di Pistoia
Date di esistenza: 1100 -
Sedi: Pistoia
Intestazioni di autorità:- Monastero di Santa Maria degli Angeli di Pistoia (1100 - ), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:- ente e associazione della chiesa cattolica
Note storiche:Edificato lungo l'attuale via Ciliegiole, in luogo detto Sala, il monastero benedettino è ricordato nelle fonti fino dal 1100. Nel 1322, per i pericoli legati al passaggio dei soldati impegnati nella guerra con il Castracani, per volere del vescovo Ricciardi la badessa Francesca e le sue cinque monache abbandonarono la sede originaria e si trasferirono all'interno delle mura cittadine, in alcune casette poste nella cappella di San Prospero, nei pressi dell'attuale via Cancellieri.
Con strumento del 20 dicembre 1374 il vescovo Vivenzi unì al convento, già riccamente dotato, le rendite dell'Ospedale di San Piero al ponte e nel XIV secolo le monache procedettero all'acquisto di altre case, che vennero via via aggiunte e adattate alle prime.
L'ampliamento dell'edificio monastico andò di pari passo con l'aumento del numero delle religiose: alla fine del Cinquecento vivevano nel Monastero di Sala venti monache, cinque novizie, otto converse e cinque fanciulle "in serbanza".
[espandi/riduci]Alla fine del XVI secolo, grazie alla donazione della nobildonna Adola Rospigliosi, quello di Sala divenne il più grande complesso monastico femminile pistoiese. La Rospigliosi aveva infatti destinato alle monache il cospicuo patrimonio che defunto il marito, Paolo Fioravanti, aveva invece destinato alla fondazione di un monastero femminile dedicato a San Sebastiano. Proprio per rispettare, almeno formalmente, le volontà testamentarie del Fioravanti il monastero cambiò il proprio titolo in quello di Santa Maria degli Angeli, San Vincenzo e San Bastiano.
Nel 1786, a seguito della riforma portata avanti dal vescovo Scipione de'Ricci, il monastero venne trasformato in conservatorio e "ritiro di dame".
Nel 1808, con l'annessione all'Impero francese, Santa Maria degli Angeli venne spogliato di tutti i suoi beni e nel 1810 dovettero esservi accolte 94 religiose provenienti da diverse comunità soppresse. Con la Restaurazione i beni del monastero vennero restituiti ma nel 1866 furono nuovamente confiscati dal Governo italiano.
Il 3 luglio 1889 le monache si trasferirono in palazzo Tolomei, già sede del monastero di San Michele Arcangelo, dove si trovano ancora oggi e dove si conserva l'archivio monastico.
Palazzo Tolomei era stato acquistato dalle stesse religiose nel 1883, grazie soprattutto ai proventi derivanti dalla farmacia, attiva dalla seconda metà del Seicento. Dalla metà del XIX secolo, grazie soprattutto all'azione di suor Maria Cristina Carobbi, la farmacia aveva infatti intensificato la produzione e la vendita di alcune "polveri miracolose" contro la gotta grazie alle quali fu ricavata buona parte delle 80.000 lire necessarie all'acquisto.
Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- E. GIACONI, Storia del monastero benedettino di Santa Maria degli Angeli o di Sala di Pistoia, Firenze, Polistampa, 2019
- A. AGOSTINI - M. VALBONESI, Donne in preghiera. Un itinerario attraverso i monasteri di clausura pistoiesi, Firenze, Polistampa, 2018, 25-41
- Guida storica e bibliografica degli archivi e delle biblioteche d'Italia diretta da Pietro Fedele. Volume II. Provincia di Pistoia, a cura di R. PIATTOLI, Roma, La Libreria dello Stato, 1934, 150-151
- G. BEANI, La Chiesa pistoiese dalla sua origine ai tempi nostri. Appunti storici, Pistoia, Pagnini, 1912, 181-184
- Della pietà di Pistoia in grazia della sua patria scritta da Fra Giuseppe Dondori, a cura di T. BRACCINI, Pistoia, Società pistoiese di storia patria, 2014, 92-154
Redazione e revisione:- Pagliai Ilaria, 2006-03-01, prima redazione in SIAS
- Pagliai Ilaria, 2020-10-14, revisione