Altre denominazioni:- Commissario di Pistoia, 1367 - sec. XVI inizio
- Governatore di Pistoia, 1749 - 1772
Date di esistenza: 1331 - 1772
Sedi: Pistoia
Intestazioni di autorità:- Capitano di custodia di Pistoia (1331 - 1772), SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:L'istituzione del capitano di custodia, rettore fiorentino per la città di Pistoia, risale al 1331 ma fino al 1367 questo ufficiale si alternò e, per alcuni anni, coesistette, con il capitano del popolo con cui condivideva le attribuzioni e che, proprio da quell'anno, non venne più nominato.
Inizialmente le sue funzioni attenevano prevalentemente alla vigilanza sulla sicurezza del territorio ma, con l'affermarsi dell'autorità fiorentina su Pistoia, si estesero alla rappresentanza in loco del comune dominante e al controllo sugli organismi locali. Tali funzioni vennero istituzionalizzate nel 1373, anno in cui Firenze vietò al podestà, ancora di libera elezione pistoiese, di partecipare alle riunioni del consiglio generale del popolo e del comune, riservando al solo rettore fiorentino il diritto di intervento e di controllo nell'attività del massimo organo deliberativo.
In ambito giudiziario il capitano di custodia aveva, come il podestà, ampie competenze in materia criminale, potendo punire tutti i delitti commessi nella città e nel distretto di Pistoia. Diversamente dal podestà ebbe anche piena autorità decisionale su tutte le questioni relative ai reati contro lo Stato e contro l'ordine pubblico.
[espandi/riduci]Il capitano era coadiuvato da un giudice collaterale che, oltre a istruire i vari processi, fungeva anche da giudice dei primi appelli e delle nullità, tanto nelle cause civili che in quelle criminali. Al milite socio del capitano e ai suoi sbirri spettava invece rendere esecutive le sentenze emesse dal capitano. Dal 1535 il podestà non venne più nominato e restò pertanto devoluta al solo commissario ogni competenza nei due rami del diritto.
Se la situazione lo rendeva necessario al capitano potevano essere conferiti poteri di vigilanza e controllo ancora più estesi che riguardavano, oltre alla città, anche il contado e il distretto di Pistoia. In queste occasioni il capitano veniva designato con il titolo di commissario generale.
Comunque, nonostante i diversi titoli dati nel tempo al rappresentante fiorentino (fino ai primi anni del XVI secolo veniva denominato indifferentemente capitano o commissario, successivamente solo commissario e dal 1749 governatore) le sue attribuzioni rimasero praticamente invariate fino al 1772, anno in cui l'ufficio venne soppresso.
Relazioni con altri soggetti produttori:Contesti storico-istituzionali di appartenenza:- Repubblica fiorentina, 1282 - 1530, per il periodo 1331 - 1530
- Ducato di Firenze, 1530 - 1569, per il periodo 1530 - 1569
- Granducato di Toscana, principato mediceo, 1569 - 1737, per il periodo 1569 - 1737
- Granducato di Toscana, principato lorenese, 1737 - 1801, per il periodo 1737 - 1772
Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- E. ALTIERI MAGLIOZZI, Notizie sulla magistratura fiorentina del capitano di custodia con nota sul riordinamento del suo archivio, in "Bullettino Storico Pistoiese", LXXXII (1980), pp. 109-113
- M. STANGHELLINI CANTINI, Giustizia criminale a Pistoia agli inizi del sec. XVII, in "Bullettino Storico Pistoiese", LXXXII (1980), pp. 53-104
Redazione e revisione:- Pagliai Ilaria, 2006-01-06, prima redazione in SIAS
- Pagliai Ilaria, 2020-07-08, revisione