SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Mercanzia

Date di esistenza: sec. XII - 1783

Sedi: Siena

Intestazioni di autorità:
  • Mercanzia, Siena (sec. XII - 1783), SIUSA/NIERA

Tipologia:
  • preunitario

Note storiche:
In un atto del 10 novembre del 1192, nel quale Belforte da Firenze rinunzia ad ogni azione contro il comune di Siena per una rapina sofferta nel suo territorio, compaiono per la prima volta i Consules Mercatorum come testimoni dell'atto. Successivamente, il 10 ottobre 1202, in un trattato concluso con i Soarzi e con gli Scialenghi, i Consoli di Siena e i Consoli dei Mercanti giurano i patti, aggiungendo che si impegneranno a farli giurare anche dai Domini dei Pizzicaioli, dei Pellipai, dei Calzolai, e dei Fabbri. Il 22 maggio 1215 compaiono un Console Mercatorum et Campsorum e un Console Piczicariorum come testimoni a una promessa fatta dal vescovo di Volterra al comune di Siena per il censo di Montieri.
Fin al tempo in cui il Comune ebbe acquistata la completa autonomia, le Arti avevano già un'organizzazione politica e tra esse avevano un grado preminente i mercanti e i grossisti, come lo dimostra il fatto che, mentre le altre Arti avevano a capo dei Domini, queste avessero invece dei Consoli. Più tardi, mentre diminuì l'importanza politica delle altre Arti, crebbe invece quella dei Mercatores, che comprendevano i mercanti della lana e i cambiatori, e quella dei Piczicaiuoli, cioè i mercanti all'ingrosso. Verso la fine del XIII secolo i Mercatores e i Piczicaiuoli unirono la loro rappresentanza in quella che si chiamò la Duplice Mercanzia, i cui Consoli facevano parte della Signoria e nello stesso tempo costituivano un tribunale speciale per le questioni commerciali. Nello statuto del 1262 era stabilito che in caso di discordia fra il Capitano del popolo e il Podestà, questi Consoli sorvegliassero l'andamento degli uffici. Inoltre, d'accordo coi Consoli dei Cavalieri e i Priori dei Ventiquattro, potevano intervenire nella convocazione delle adunanze del Consiglio Generale e nell'invio di ambasciatori, si adunavano coi Tredici Emendatori, quando si dovevano correggere gli statuti, e avevano competenza assoluta nella vigilanza della Zecca. Il più antico statuto della Mercanzia è del 1342, ma già nel 1262 lo Statuto del Comune ricorda quello della Mercanzia, il cui contenuto, specialmente per la parte non politica, doveva ripetersi in gran parte in quello posteriore. Tutte le varie arti, per quanto autonome, erano sottoposte al controllo della Mercanzia, la quale aveva competenza negli appelli. In alcuni tempi essa aveva anche il diritto di rivedere e approvare gli statuti delle singole Arti. A capo della Mercanzia stavano quattro Consoli, assistiti da un Camarlengo che aveva l'amministrazione finanziaria: vi erano poi un notaio che fungeva da cancelliere e un Consiglio di Consoli, composto da dodici membri - quattro per Terzo - che avevano solo potere consultivo. L'Esecutore fu un ufficio saltuario, che curava l'osservanza egli statuti e l'esecuzione delle sentenze; doveva essere forestiero e aveva sotto di sé due famigli. A somiglianza poi del Comune, anche la Mercanzia aveva tredici Emendatori degli statuti e tre Buoni Uomini che tenevano i registri dei sottoposti alla Mercanzia. Le entrate della Mercanzia erano date sia dalle pene pecuniarie inflitte dal loro tribunale, sia dai proventi delle pesature delle merci, sia da ritenute sugli stipendi, dal provento della Zecca e da altre entrate minori. Il tribunale di Mercanzia aveva in primo luogo competenza arbitrale nelle cause commerciali; per il contenzioso aveva competenza civile e criminale. Il collegio giudiziario era costituito dai Consoli e dal Camarlengo: il loro giudizio era inappellabile, ed avevano facoltà di sentenziare in appello per le cause decise in prima istanza dai tribunali delle varie Arti.
La riforma medicea apportò solo poche modificazioni; il tribunale fu soppresso da Pietro Leopoldo nel 1783.

Contesti storico-istituzionali di appartenenza:

Complessi archivistici prodotti:

Bibliografia:
  • M. ASCHERI, Tribunali giuristi e istituzioni dal Medioevo all'età moderna, Bologna 1989, 23-54
  • M. ASCHERI, Arti, mercanti e mercanzie: il caso Siena, in M. ASCHERI, Siena nel Rinascimento: istituzioni e sistema politico, Siena, Il leccio, 1985, 109-137
  • G. PRUNAI, Appunti sulla giurisdizione artigiana senese, sec. XIII-XIV, in "Bullettino senese di storia patria", XL (1933), fasc. 4, 347-410

Redazione e revisione:
  • Fabbrini Marta, 2017-12-04, revisione
  • SIAS, 2005-11-30, prima redazione in SIAS