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Estremi cronologici: 1862 - 1934
Consistenza: bb. 186
Storia archivistica: La documentazione è giunta in Archivio di Stato di Cremona nel 1990 per versamento del Tribunale di Cremona.
Secondo l’art. 346 del Codice giudiziario del 1865 (r..d. 14 dicembre 1865 n. 2641), i fascicoli delle procedure terminate con sentenza d’assise dovevano essere rimessi alla cancelleria del tribunale in cui aveva avuto luogo la prima istruzione. Questa norma ha fatto sì che presso il Tribunale di Cremona pervenissero i fascicoli dei procedimenti di assise svolti e giudicati dal 1862 al 1931, anno in cui, in seguito all’introduzione del Codice Rocco nel 1931, si dispose che i fascicoli della Corte di assise fossero conservati presso la cancelleria della Corte di appello del cui distretto facevano parte e, dunque, a Brescia. Con questa norma si venne a formare, presso ogni Corte di appello, che fino a quel momento aveva conservato le sentenze ma non i fascicoli processuali, uno specifico archivio degli atti penali d’assise.
Le carte sono state oggetto di riordino e recente inventariazione; a scopo conservativo, si è provveduto alla sostituzione delle buste originali, ormai deteriorate e di nessuna valenza storica, conservandone ove fosse integro il dorso originario.
Descrizione: Sulla copertina di ogni fascicolo sono indicati i nomi di tutti gli imputati del procedimento, con relativi e sintetici dati anagrafici, il reato di cui sono imputati e date topica e cronica dei fatti oggetto del procedimento penale.
Per ogni procedimento penale si rinvengono generalmente la documentazione dell’inchiesta aperta dalla Pretura o dal Tribunale, col rinvio alla Corte d’assise, ed eventualmente fascicoli della Corte di assise di appello di Brescia e/o della Corte suprema di cassazione di Roma. Sono presenti denunce, verbali di interrogatori, di deposizioni testimoniali, mandati di cattura, verbali di dibattimento, nonché altra documentazione utile allo svolgimento dell’inchiesta e del processo: numerosi gli allegati, comprendenti perizie, planimetrie, disegni o fotografie, oggetti sequestrati di diversa natura (dalle lettere ai proiettili); si segnala anche la presenza ricorrente all’interno delle buste di incartamenti relativi alla nomina, alla dispensa, alla sostituzione, alla formazione dei giurì della Corte di assise, alle spese per le attività connesse alla loro funzione e all’organizzazione del ruolo di udienza delle cause.
Numerazione: Ogni busta ha un nuovo numero di corda sequenziale (sostituente il vecchio numero progressivo conservato tra parentesi) fino alla busta n. 135. I fascicoli dei procedimenti penali hanno una numerazione progressiva che riparte da 1 per ciascun anno (l’anno si riferisce al momento in cui il procedimento viene svolto di fronte alla Corte di assise).
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Redazione e revisione:- Severino Sonia, 25 giugno 2024, revisione
Modalità di consultazione:La consultazione è libera e gratuita.