SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Processo Farinacci

sottoserie

Estremi cronologici: 1937 - 1956

Consistenza: 2 unità: b. 1, cartellina 1

Descrizione: I documenti riguardano il procedimento di confisca dei beni di Roberto Farinacci (Isernia 1892 - Vimercate 1945), giornalista e gerarca fascista. Fondatore del Fascio di combattimento di Cremona nel 1919, fu tra i più violenti dirigenti dello squadrismo; sostenitore dell’ala “rivoluzionaria” del movimento, fondò (1922) e diresse il quotidiano Cremona Nuova, poi Il Regime Fascista e, deputato dal 1924, fu segretario del Partito nazionale fascista negli anni 1925-1926. Membro del Gran Consiglio del fascismo dal 1935, si impegnò nella preparazione della campagna d’Etiopia, alla quale partecipò per breve tempo. Nelle ore che seguirono la caduta di Mussolini dopo il 25 luglio 1943, Farinacci trovò rifugio presso l’ambasciata tedesca per poi riparare in Germania. Con la costituzione delle Repubblica sociale italiana, considerando la sua condotta filotedesca, Farinacci venne privato di qualsiasi carica di partito o di governo. Si ritrovò così ad esercitare potere assoluto nella “sua” Cremona, abbandonata definitivamente il 27 aprile 1945. Diretto in Svizzera, fu catturato dai partigiani nei pressi di Beverate. Da qui venne trasferito a Vimercate, in provincia di Milano, dove un tribunale del Comitato di liberazione nazionale lo sottopose a un processo sommario. Condannato a morte, venne fucilato il 28 aprile 1945.

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Redazione e revisione:
  • Leoni Valeria, 15/07/2024, supervisione della scheda
  • Severino Sonia, 03 giugno 2024, revisione
  • Severino Sonia, 16 giugno 2024, revisione

Modalità di consultazione:
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