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Ingegnere in capo di acque e strade (Regno d'Italia), 1806 - 1814

Nel Regno d'Italia, l'amministrazione di acque e strade faceva capo a un direttore generale di acque e strade, istituito presso il Ministero dell'interno con decreto 7 giu. 1805 (vedi anche avviso 30 giu. 1805) e comprendeva una serie di ispettori generali e di ingegneri (ingegneri idraulici capi, ingegneri idraulici di prima classe ecc.) che operavano nei vari dipartimenti, nei quali era stato istituito, con legge precedente del 20 aprile 1804, un magistrato d'acque presieduto dal prefetto. A fianco di questo magistrato e col compito di coadiuvare le autorità nell'esecuzione dei lavori, operavano delle delegazioni d'acque, composte di possidenti.
Il corpo degli ingegneri di acque e strade venne stabilito con decreto 6 mag. 1806, con l'istituzione di almeno un ingegnere in capo per dipartimento; ma il loro organico subì successive modifiche, determinate dalle esigenze dei singoli dipartimenti: così, per esempio, per il servizio nel territorio ex pontificio il numero venne aumentato con decreto 16 dic. 1808. Inoltre, con decreto 24 ott. 1806 il magistrato di acque e strade previsto dal precedente decreto del 6 maggio, fu affidato al consiglio di prefettura, presso il quale potevano essere nominati degli aggiunti.
Peraltro tutto il settore delle acque ebbe un'organizzazione speciale, dipendente dalle esigenze particolari dei singoli dipartimenti, tanto che in aggiunta al magistrato d'acque sopra menzionato, speciali magistrati delle acque furono istituiti nei dipartimenti dell'Adige, del Brenta, a Venezia e altrove.

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Redazione e revisione:
  • Altieri Magliozzi Ezelinda, revisione
  • Raponi Nicola, prima redazione
  • Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2018/03/23, supervisione della scheda