Con il ristabilimento della Cisalpina furono istituiti due tribunale di revisione, uno a Milano e uno a Bologna (decreti 7 e 15 messidoro a.VIII/26 giu. e 4 lu. 1800).
[espandi/riduci]Con la creazione della Repubblica italiana e in base alla sua costituzione vennero confermati i due tribunali, la cui circoscrizione territoriale era segnata dalla linea del Po e ai quali era demandata la competenza sulle sentenze discordanti emesse dai tribunali inferiori, cioè quelli di prima istanza e quelli di appello. L'organizzazione provvisoria dei due tribunali di revisione venne stabilita con decreto 15 apr. 1802, che fissava al 1° giugno l'inizio della loro attività e la cessazione dei preesistenti tribunali. I due tribunali erano composti di un collegio giudicante di nove giudici, di un commissario del governo e di un notaio. Con due decreti dello stesso Napoleone, dati da Parigi sempre il 15 apr. 1802, ne vennero nominati il presidente, i giudici e il commissario del governo: i decreti furono pubblicati dal vicepresidente Melzi il 24 aprile 1802. L'organizzazione definitiva dei tribunali di revisione fu stabilita dalla legge 22 lug. 1802 sulla loro giurisdizione, competenze e funzioni. Furono aboliti in seguito all'istituzione delle corti di appello nel giugno 1806.
Profili istituzionali collegati:Redazione e revisione:- Altieri Magliozzi Ezelinda, revisione
- Raponi Nicola, prima redazione
- Santolamazza Rossella, redazione centrale SIAS, 2022/01/07, supervisione della scheda