fondo
Estremi cronologici: 1816 - 1859, con documenti dal 1815 e fino al 1860
Consistenza: 869 unità: regg. 54, bb. 646, voll. 167, fascc. 2
Storia archivistica: Con il processo di restaurazione del potere pontificio a Ravenna avvenne la prima rottura con la tradizione simbolica di concentrazione dei tribunali statali in un unico luogo che aveva contraddistinto la storia delle magistrature giudiziarie locali: gli uffici degli Assessorati civile e criminale vennero infatti spostati dal Palazzo apostolico a Palazzo Corradini. Oltre a decentrare il potere giudiziario nel reticolo urbano tale vicenda ha separato la storia dei due gruppi di archivi e in, particolare, ha portato la documentazione degli assessorati (e di altri uffici minori) a non essere interessata dal grande riordino effettuato nel 1818-1820 sulle carte dei cessati tribunali ancora conservati presso il Palazzo apostolico. Dopo l’annessione della legazione di Ravenna al Regno d’Italia, l’archivio confluì tra le carte della neonata Pretura e poi fu spostato nella nuova sede in via Gordini, dove rimase fino al suo trasferimento presso l'Archivio di Stato di Ravenna nel 1958. Tra il 1958 e il 1959 subì un vasto intervento teso a ricondizionare e riordinare la documentazione, per poi essere ufficialmente acquisito dall'Archivio di Stato nel 1960.
Il fondo è stato, infine, riordinato e inventariato durante l'intervento sui fondi giudiziari dell'Archivio di Stato di Ravenna effettuato nel corso del 2019.
Descrizione: Il fondo raccoglie la documentazione prodotta dalle magistrature giudiziarie minori in ambito civile e criminale dello Stato della Chiesa nella Legazione di Ravenna, l’Assessorato civile, l’Assessorato criminale e la Giusdicenza civile e criminale che dal 1831 assunse le loro funzioni. Oltre alle competenze propriamente giudiziarie assessori e giusdicenti svolgevano anche attività di vigilanza amministrativa su molti aspetti della vita istituzionale ed economica ravennate. Tra le carte della serie Cause economiche, prodotte dal 1828 al 1859, si trovano parte delle cause del Gonfaloniere di Ravenna, la magistratura apicale dell'amministrazione comunale a cui vennero delegate le funzioni di giudice conciliatore per le controversie civili di piccolissima entità. Inoltre è presente documentazione prodotta dalla Giudicatura di mandamento, che ereditò le funzioni della Giusdicenza nel 1859.
Ordinamento: L’intervento del 2019 ha portato a riordinare il fondo sulla base delle serie principali attorno alle quali si configurava l’azione giudiziaria sia civile che criminale: i fascicoli delle cause e i registri e i repertori della cancelleria che seguivano l’andamento delle singole fasi (citazioni o querele, udienze, interrogatori, ispezioni, decreti e sentenze) dei procedimenti portati davanti ai giusdicenti. Di seguito a queste serie principali è stata ricondotta la restante documentazione, dapprima quella che testimonia il funzionamento della macchina amministrativa giudiziaria e infine quella relativa alle attività giudiziali ed extragiudiziali minori svolte dai magistrati.
Si è scelto di raccogliere in un’unica serie, Cause di antica trafila, la documentazione relativa ai processi e i singoli registri antecedenti al 1818 e all’introduzione del fascicolo processuale unitario, che in precedenza erano stati considerati singolarmente o raccolti nella serie dei Registri diversi.
L’analisi della documentazione ha portato alla modifica di alcune delle denominazioni delle serie date dopo l’intervento del 1958.
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Bibliografia:- E. LODOLINI, L'ordinamento giudiziario civile e penale nello Stato pontificio dopo la Restaurazione (con note su Ferrara), in «Ferrara viva», 1959, 1/1
- G. PLESSI, Il problema degli archivi giudiziali (con cenni sul riordinamento dell'archivio storico della Pretura di Ravenna), in «Rassegna degli Archivi di Stato», XIX (1959), 1-3
Redazione e revisione:- Crociati Silvia, 2018/02/13, revisione
- Nanetti Andrea, 2005/06/14, prima redazione in SIAS
- Taraborrelli Dario, 2020/02/17, rielaborazione