fondo
Estremi cronologici: 1860 - 1911
Consistenza: bb. 31
Storia archivistica: Le carte della Commissione conservatrice, nel luglio del 2012, sono stato versate all'Archivio di Stato di Ancona dalla Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche che storicamente le aveva sempre custodite, prima sotto il titolo di "Archivio Ciavarini" e poi con la denominazione "Archivio vecchio Brizio".
Il piccolo fondo documentario, a lungo creduto disperso e perduto, rappresenta un patrimonio prezioso e di rilevante interesse dal momento che testimonia le attività realizzate nella regione dal primo ufficio postunitario dedicato alla tutela dei beni culturali.
L'archivio originario, infatti, per cessazione di competenze confluì come aggregato in quelli degli istituti che successivamente ne rilevarono parte delle funzioni.
In seguito le scritture del primo e storico ufficio vennero unite all'archivio prodotto durante la direzione del commissario Edoardo Brizio e nel 1907, alla morte di questo, vennero acquisite dalla Soprintendenza degli scavi e dei musei archeologici delle Marche allora creata ad Ancona. Il nuovo ente prese in carico tale documentazione che nel tempo fu accorpata a quella propria della Soprintendenza, sino a che della prima si perse la consapevole memoria della sua identità di fondo aggregato.
L'archivio della Commissione, all'atto del versamento dotato di un elenco descrittivo, risultava in gran parte ordinato secondo un criterio che, modificando l'originaria struttura di classificazione, proponeva una inventariazione basata sulla mera e nuova titolazione dei singoli fascicoli, sottounità spesso create artificiosamente scomponendo la documentazione e accorpandola per località e tipologia di tutela. L'intervento, realizzato per mano di un archivista della Soprintendenza archeologica, che volle così riordinare le carte seguendo il metodo adottato nel proprio ufficio, può ormai configurarsi come una sedimentazione storica del complesso documentario.
Descrizione: Il fondo della Commissione conservatrice delle Marche, composto in gran parte dalle scritture della Sezione centrale di Ancona e dalla corrispondenza intercorsa con le sezioni di Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro, per varie ragioni conserva anche atti non direttamente riconducibili alle attività poste in essere dall'ente produttore: sono presenti carteggi del Ciavarini riferibili alla Regia Deputazione di Storia Patria per le Marche, della quale fu socio fondatore, e altri relativi alle sue funzioni di Ispettore dell'ufficio che sostituì la sua Commissione.
Il fondo conserva inoltre atti cronologicamente successivi alla cessazione della Commissione conservatrice e che riguardano principalmente le attività di scavo archeologico realizzate sino alla fine del secolo XIX, cioè durante la direzione del professore Edoardo Brizio, con sporadiche e talvolta incongrue scritture del secolo seguente.
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Bibliografia:- C. GIACOMINI, L'archivio ritrovato: le carte della Commissione conservatrice delle Marche, in «Rimarcando», Bollettino della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, 8, 2014., 162-170
- C. GIACOMINI, La Commissione conservatrice dei monumenti storici e letterari e degli oggetti di antichità e d'arte nelle Marche. Il primo ufficio postunitario per la tutela dei beni culturali della regione, in G. GIUBBINI e M. TOSTI CROCE (a cura di), Storia di una trasformazione. Ancona e il suo territorio tra Risorgimento e Unità, Ancona, Il lavoro editoriale, 2011,, 307-340
Redazione e revisione:- Galeazzi Pamela, 2018/08/28, prima redazione