fondo
Altre denominazioni:- Segreteria intima di Gabinetto
Consistenza: 697 registri, buste/fasci e 7 scatole
Storia archivistica: Al momento del definitivo abbandono della Toscana da parte di Leopoldo II, il 27 aprile 1859, l'archivio di Gabinetto dei Granduchi lorenesi collocato in varie stanze di Palazzo Pitti, era formato da tre distinti nuclei documentari: quello che si può definire l’archivio di deposito della Segreteria di Gabinetto, l’archivio corrente della stessa Segreteria, la documentazione che Leopoldo II gestiva direttamente.
Nei mesi successivi alla partenza del Granduca, questa documentazione fu al centro di accessi dibattiti e di molteplici rivendicazioni che videro da un lato la nuova classe dirigente toscana, prima titubante sul da farsi, poi sempre più decisa ad impossessarsene per il significato politico che quelle carte potevano avere; dall'altra l'ex Granduca che ne rivendicava la consegna in tutto o in parte, in quanto ne sottolineava il carattere personale.
La sorte del complesso documentario subì una svolta decisiva nel gennaio 1860 quando, a seguito di un'ordinanza ministeriale di Bettino Ricasoli, venne istituita una Commissione formata da Luigi Passerini e Ferdinando Finocchietti, con l'incarico di effettuarne uno spoglio al fine di deciderne la destinazione finale.
[espandi/riduci]La relazione redatta dalla Commissione individuava i vari nuclei documentari presenti e ne auspicava la conservazione in un apposito archivio, vista la loro rilevanza ai fini della storia del Risorgimento. Di fatto, alcune parti furono scorporate dall'intero complesso: le carte relative alla Maremma furono trasmesse alla Commissione per la bonifica della Maremma; carte relative al periodo di governo di Leopoldo II finirono a Palazzo Vecchio su richiesta di Bettino Ricasoli per possibili utilizzi a fini politici; una parte notevole delle carte conservate negli appartamenti granducali (filze e buste di carte familiari, relazioni sulle visite nei territori del Granducato, studi sui codici legislativi, collezione di mappe e carte) vennero consegnate all'ex segretario di Gabinetto di Leopoldo II, Matteo Bittheuser, insieme ad altre, collocate in luoghi diversi, come ad esempio le Relazioni di Pietro Leopoldo e la documentazione sulle signorie boeme.
L'archivio nella sua attuale struttura è frutto del riordinamento operato da Cesare Guasti sulla parte della documentazione della Segreteria di Gabinetto dei Granduchi lorenesi versata nel 1860 nell'Archivio Centrale di Stato, dopo che erano state scorporate le carte di Scipione de' Ricci, che furono riordinate ed inventariate separatamente.
Nel settembre 1860 si avviò il trasferimento della documentazione restante all'Archivio centrale di Firenze, che si concluse nel mese di ottobre dello stesso anno.
Mentre le carte sulla Maremma e quelle consegnate a Ricasoli confluirono in tempi diversi nell'Archivio fiorentino, quelle restituite a Bittheuser, subirono complesse vicende. Una parte di esse fu scartata o andò dispersa, un'altra parte si trova attualmente presso l'Archivio nazionale della Repubblica Ceca a Praga.
Nel 1865 la Prefettura consegnò all’Archivio centrale la documentazione affidata nel 1860 a Ricasoli, che si trovava in quel momento in suo possesso, e il Ministero dell'agricoltura, industria e commercio consegnò le carte relative alla Maremma. Tali nuclei documentari andarono a formare l'attuale fondo Segreteria di Gabinetto - Appendice, poi ampliato con ulteriori versamenti.
Descrizione: Il fondo risulta suddiviso in nuclei con documentazione relativa rispettivamente al Granduca Pietro Leopoldo, e ai Granduchi Ferdinando III e Leopoldo II. Il nucleo pietroleopoldino è costituito da aggregazioni di carattere prevalentemente tematico che riflettono le grandi questioni politiche che segnarono l'iniziativa riformista di Pietro Leopoldo: la conoscenza del territorio governato, i rapporti tra Stato e Chiesa, la riforma finanziaria, la riorganizzazione dell'amministrazione e via dicendo. Tali aggregazioni sono formate dalla documentazione direttamente utilizzata dal Granduca per la conoscenza e la soluzione degli affari, dai suoi appunti, dai suoi studi, da informazioni, relazioni, memorie e duplicati delle risoluzioni sovrane. A fianco di queste aggregazioni tematiche si segnalano poche tipologie documentarie più strutturate quali copialettere del Granduca e rendiconti dell'amministrazione del Governo toscano.
I nuclei relativi a Ferdinando III e al suo successore rispecchiano il diverso funzionamento che la Segreteria di Gabinetto assunse dopo la Restaurazione. A partire da allora si sedimentarono infatti vere e proprie serie riconducibili all'attività dei vari Segretari intimi. Sotto Ferdinando III la stratificazione delle carte sembra attestare l'affievolirsi delle esigenze di documentazione personale da parte del principe: fascicoli di varia natura, memorie, bilanci, stati, progetti e altri documenti predisposti per la definizione di iniziative politiche si aggregarono in forme abbastanza casuali all'interno di filze miscellanee.
Con Leopoldo II aumentò la presenza di documentazione riconducibile a un'attività tipicamente "burocratica" dei segretari intimi: compaiono infatti serie quali "Repertori e registri delle Commissioni", contenenti la registrazione di richieste informative inoltrate ad uffici ed organi del Granducato, o come i "Registri delle suppliche" e le buste di "Corrispondenza con diversi capi di dipartimento e impiegati superiori", contenenti le lettere di funzionari e impiegati dello Stato al segretario intimo. Nei primi anni di regno di Leopoldo II prese avvio la serie dei "Registri di risoluzioni sovrane con dispaccio" (1825-1833), nei quali i Segretari venivano annotando sommariamente il contenuto degli affari risoluti fuori dal Consiglio. A partire dal 1833 queste registrazioni furono sostituite con documentazione più complessa raccolta dai Segretari in buste di "Estratti di affari risoluti da S.A.I. e R. nel R. Gabinetto".
Numerazione: 1-701 bis, 702-707
Limiti di accessibilità:- nn. 194, 262, 388, 411 irreperibili; nn. 670, 694-707 consultabili solo in microfilm; n. 695 consultabile tramite fac-simile.
Riproduzioni: Microfilm dei nn. 670, 694-701, 701 bis-707
Documentazione collegata:- Archivio di famiglia degli Asburgo di Toscana in Národní Archiv (Archivio Nazionale della Repubblica Ceca), Praga - Comprende carte di carattere pubblico e privato riconducibili a Pietro Leopoldo, Ferdinando III, Leopoldo II, al pretendente al trono Ferdinando IV e agli altri figli dell'ultimo Granduca. Ad esse si trova unita anche una ricchissima raccolta di materiale cartografico relativo alla Toscana. Nel medesimo fondo sono confluiti anche gli archivi delle Legazioni toscane a Parigi, Vienna, Bruxelles, Roma e Napoli.
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Bibliografia:Redazione e revisione:- Bondielli Daniela, 22-DIC-00, revisione
- Conti Paola, 2020/05/18, revisione
- Pescini Ilaria, 17-NOV-95, prima redazione
- Puccetti Sonia, 24-FEB-07, rielaborazione