sottoserie
Estremi cronologici: 1655 - 1743
Consistenza: 53 filze
Descrizione: La sottoserie contiene soprattutto carteggi, con lettere di governatori, provveditori, ministri indirizzate in buona parte ai segretari di guerra ma anche ai granduchi e ai loro segretari, talvolta con le minute di risposta e istruzioni. Vi sono inoltre copie di statuti e documentazione amministrativa e militare. La prevalenza di materiale militare rende conto del ruolo svolto da Portoferraio e della sua importanza strategica nel contesto del granducato. Parte della signoria degli Appiano dal 1399, il porto fu dato a Cosimo I una prima volta nel 1548 da Carlo V perché lo munisse di fortificazioni destinate a contrastare le continue incursioni turche contro la costa toscana. Il controllo del duca su Portoferraio avrebbe dovuto essere solo temporaneo, in quanto era previsto che Cosimo I lo restituisse alla famiglia Appiano, che deteneva la signoria di Piombino sotto la protezione dell'imperatore. Nel 1552 il principato di Piombino fu però affidato al duca di Firenze che assunse il compito di difenderlo dalle truppe francesi insediate nello stato senese in occasione della rivolta antispagnola scoppiata in quell'anno e dagli attacchi che contro l'isola d'Elba sferravano le navi del re di Francia stanziate in Corsica. Dopo la guerra di Siena (1554-55), Cosimo I, pur dovendo restituire Piombino a Iacopo VI Appiano, ottenne in via definitiva dall'imperatore Ferdinando I Portoferraio in feudo con concessione del 3 luglio 1557.
Il porto elbano, per la sua posizione e per le sue ambite miniere di ferro, ottenne sempre una grande attenzione da parte del duca, che lo ribattezzò "Cosmopoli", e da parte dei suoi successori. Cosimo I in particolar modo ebbe cura di dotarlo di imponenti fortificazioni e di promuoverne il popolamento con la costruzione di edifici civili e la concessione di esenzioni e privilegi per chi vi andasse a risiedere. Il governo municipale era stabilito dagli statuti deliberati nel 1557 e confermati due anni dopo.
Ulteriori opere di fortificazione furono eseguite dai successori di Cosimo I, soprattutto da Ferdinando II e Cosimo III.
Altra documentazione relativa a Portoferraio si trova nella serie "Affari di Stato e Guerra".
Numerazione: Numerazione di corda non consecutiva secondo l'ordinamento dell'inventario attualmente in uso (sala di studio, S/17); 2533-2585
Strumenti di ricerca:La documentazione è conservata da:Bibliografia:- Furio Diaz, Il Granducato di Toscana. I Medici, Torino, UTET, 1976, p. 165 e passim
- Andrea Duè (a cura di ), Atlante Storico della Toscana, Firenze, Le Lettere, 1994
- Regione Toscana, La Toscana e i suoi comuni. Storia, territorio, popolazione, stemmi e gonfaloni delle libere città toscane, Firenze, Marsilio, 1995, p. 201
- Emanuele Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana, Firenze, Tofani-Allegrini e Mazzoni, 1833-1846, IV, pp. 565-606 (Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca Garfagnana e Lunigiana)
- Elena Fasano Guarini, Cosimo I de' Medici in Dizionario biografico degli Italiani. XXX, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1984, pp. 38, 40-42
Redazione e revisione:- Baggiani Valentina, 14-OTT-03, rielaborazione
- Topini Alessandra, 08-NOV-95, prima redazione