fondo
Estremi cronologici: 1737 - 1822
Consistenza: 1058 buste, registri e filze
Storia archivistica: Le vicende archivistiche e conservative del materiale documentario appartenente al fondo del Consiglio di Reggenza sono strettamente collegate a quella del fondo Segreteria di Stato (1765-1808). I due archivi, infatti, in origine non erano separati: la documentazione attualmente compresa nel fondo del Consiglio di Reggenza costituiva la parte storica dell'archivio della Segreteria di Stato ed era sottoposta alla vigilanza del suo Direttore.
Nel 1765 il Consiglio di Reggenza acquisì le carte prodotte a Vienna dal Consiglio di Toscana, per espresso volere di Pietro Leopoldo che, dopo il suo arrivo a Firenze, richiese al fratello Giuseppe le carte del padre come punto di partenza per il suo governo. Fu incaricato del trasferimento della documentazione viennese a Firenze il barone Posh.
L'archivio, nella sua interezza, era allora conservato a Palazzo Pitti. Successivamente, nel 1789, fu trasferito insieme agli uffici della Segreteria di Stato a Palazzo Vecchio.
Durante il periodo francese le carte confluirono nella Conservazione generale degli archivi e vi rimasero fino alla Restaurazione, quando, nel 1814, il corpo documentario fu smembrato seguendo strade diverse. La documentazione più moderna, che oggi fa parte del fondo Segreteria di Stato (1765-1808) fu consegnata al ripristinato Dipartimento di Stato che l'aveva reclamata, mentre quella più antica restò nella nuova concentrazione detta Archivi riuniti a quelli delle Regie Rendite e, in seguito, confluì nell'Archivio delle Riformagioni, sotto la direzione dell'Avvocato Regio. Nel frattempo, nel 1825, in occasione del massiccio intervento di scarto sulla documentazione riunita all'archivio delle Regie Rendite, anche questo fondo fu inventariato, ma le sue carte non subirono né spogli, né scarti perché collegate alla Segreteria di Stato "moderna".
[espandi/riduci]Tra il 1837 e il 1839 Antonio Fani, aiuto archivista delle Regie Rendite, procedette ad una nuova sistemazione che è sostanzialmente rimasta fino ai giorni nostri. Secondo l'idea originaria il fondo doveva comprendere soltanto la documentazione prodotta dalla Segreteria di Stato sotto Francesco I. In realtà il lavoro del Fani rivelò documenti più eterogenei e con estremi cronologici che oltrepassavano di gran lunga il 1765.
Con la riforma del 23 aprile 1845 fu definito un nuovo assetto degli archivi dell'Avvocatura Regia: le Riformazioni, il Mediceo e le Regie Rendite vennero riunite nell'ufficio chiamato "Sezione degli archivi" e nel 1846 la responsabilità della tenuta delle carte del Consiglio di Reggenza fu affidata all'Archivista del Mediceo.
Quando fu istituito nel 1852 l'Archivio Centrale di Stato, anche il fondo del Consiglio di Reggenza passò nel nuovo istituto insieme a tutti gli archivi affidati alla direzione dell'Avvocato Regio.
Nel 1964 le carte di questo archivio furono dotate di un nuovo inventario. Il trasferimento dell'Archivio di Stato dalla sede presso gli Uffizi a Piazza Beccaria fu l'occasione di una revisione generale del fondo che portò a ricollocare nell'Archivio della Consulta, dal quale provenivano, i pezzi nn. 870-899.
Descrizione: Il fondo del Consiglio di Reggenza è costituito da diversi nuclei documentari non aggregati in modo uniforme e lo stesso nucleo è composto di più spezzoni: vi è conservata la documentazione prodotta dal Consiglio di Francesco Stefano a Vienna, la documentazione vera e propria del Consiglio di Reggenza, gli affari relativi alle leggi di ammortizzazione, parte della documentazione proveniente dal fondo Segreteria di Stato (1765-1808), quella della Deputazione per la riforma degli Ospedali, le carte del Consultore legale Regio, i Protocolli e gli Affari del Governatore di Siena, le carte di Stefano Bertolini e un grosso nucleo attribuito alla Segreteria di Gabinetto.
La documentazione del Consiglio di Reggenza è in parte suddivisa in serie, in parte è costituita da materiale miscellaneo.
Risultano mancanti i nn. 126 bis, 381 e l'inserto 19 del n. 236.
Ordinamento: Sequenza e composizione delle serie non sempre corrispondono all'ordinamento materiale del fondo.
Numerazione: Numerazione unica di corda per tutto il fondo: 1-1071. Si segnala la presenza di 14 numeri "bis" e di un numero "ter".
Strumenti di ricerca interni: Gli affari contenuti nella serie dei dispacci del Granduca sono reperibili secondo il Repertorio alfabetico n. 126, le minute dei dispacci sono consultabili grazie al registro n. 98 ed infine alla serie degli Affari si accede attraverso il registro 150.
Riproduzioni: Microfilm dei nn. 339, 340.
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Bibliografia:- Orsola Campanile, Per Orsella. Gli amici dell'Archivio di Stato di Firenze, Firenze, Arti grafiche Il Torchio, 1993
- Il Regio Archivio Centrale di Stato in Firenze, con l'aggiunta degli archivi riuniti dal 1855 al 1861, [Firenze], Tipografia Galileiana di M. Cellini e C., 4^, 1861, pp. 4 e 16
- Napoleone Vazio (a cura di), Relazione sugli Archivi di Stato italiani (1874-1882), Roma, Tipografia L. Cecchini, 1883, p. 209
- M. V. D'Addario, L'archivio del Consiglio di Reggenza della Toscana in Rassegna Storica Toscana. Organo della Società Toscana per la storia del Risorgimento, X, 1-2 (1964), pp. 181-198
Redazione e revisione:- Bondielli Daniela, 16-NOV-01, revisione
- Conti Paola, 2020/05/12, rielaborazione
- Puccetti Sonia, 15-GIU-06, rielaborazione
- Topini Alessandra, 03-GEN-96, prima redazione