SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Accolti Benedetto

fondo

Estremi cronologici: 1522 - 1593

Consistenza: 20 unità: buste

Storia archivistica: Le carte del cardinale Benedetto Accolti, detto anche il cardinale di Ravenna come lo zio Pietro, alla sua morte (1549) furono ereditate dal suo erede universale, Cosimo I. Oltre alla documentazione dell'odierno fondo, erano comprese 216 pergamene della famiglia Accolti per un arco cronologico che va dal 1422 al 1544. Nell'Indice della Segreteria Vecchia, realizzato tra il 1775 e il 1777 da Riguccio Galluzzi e Ferdinando Fossi per incarico di Pietro Leopoldo, le carte dell'Accolti erano segnalate nel XIV volume nel capitolo "Nota di manoscritti storici esistenti negli scaffali della stanza nuova grande" e si estendevano dalla filza XVI alla XXXV, corrispondevano come oggi quindi alle 20 buste costituenti il fondo, quindi erano state già estratte le pergamene, che nel 1780 andranno a confluire nel Diplomatico. Nel 1851, in una relazione dell'archivista Filippo Moisè sullo stato dell'Archivio Mediceo, le carte del cardinale sono segnalate come un nucleo organico e ordinato. Confluito nel 1852 insieme al Mediceo dell'Archivio Centrale di Stato, il nucleo documentario conservava una propria identità, come dimostrano alcuni riferimenti nella monografia sul cardinale Accolti di Enea Costantini, in cui l'autore faceva riferimento alla documentazione secondo la segnatura dell'Indice della Segreteria Vecchia (filze XVI-XXXI). Il Manuale storico archivistico del 1910 descrive il fondo all'interno degli "archivi familiari e collezioni di manoscritti" e sembra aver acquistato una fisionomia definitiva, la stessa di quella descritta nell'inventario analitico realizzato nel 1959 da Renzo Ristori.
Come risulta già dalla scheda del soggetto produttore relativa alla figura di Benedetto Accolti, è stato ipotizzato (FRAGNITO, 1986) che facesse parte dei beni del cardinale Accolti il codice Riccardiano 1785, all'interno del quale si trovava una copia del "Beneficio di Cristo", noto trattatello eterodosso, e una silloge di scritti riguardanti la dottrina della giustificazione per fede, a conferma del suo interesse per il dibattito dottrinale di quegli anni. Il codice entrò in seguito in possesso del segretario di Cosimo I, Pierfrancesco Riccio, al quale il granduca aveva affidato l'inventario e la vendita degli immobili del cardinale.

Descrizione: Carteggio del cardinale Benedetto Accolti e documenti relativi alle cariche che ricoprì e al processo cui fu sottoposto nel 1535.
Si articola in tre serie: carteggio, atti processuali, memorie e documenti diversi.
Alcuni documenti del fondo sono stati pubblicati.
Sono attestati i rapporti epistolari che il cardinale ebbe con Giulia Gonzaga e con Juan de Valdés, teologo spagnolo intorno al quale alla fine degli anni '30 si costituì alla corte di Napoli un gruppo di intellettuali ed esponenti del mondo religioso italiano dalle inclinazioni eterodosse, i cui membri verranno in seguito denominati "valdesiani". Dall'epistolario del cardinale risultano inoltre stretti rapporti con il predicatore agostiniano più volte inquisito Andrea Ghetti da Volterra, raccomandato da Accolti a Giulia Gonzaga alla vigilia del ciclo di prediche che questi tenne a Napoli nel 1547. Lo stesso Accolti non andò esente dal sospetto di eresia. Imprigionato a Roma nel 1547 suo cugino e omonimo Benedetto Accolti, figlio naturale dello zio Pietro, gli inquisitori cercarono di estorcergli la confessione dell'eterodossia del nostro, nell'intento di processare il cardinale per privarlo dei lauti benefici ecclesiastici grazie ai quali finanziava con ingenti prestiti Cosimo I.
Morì il 21 settembre 1549 a Firenze, forse per avvelenamento.

Numerazione: La numerazione di corda è unica per tutto il fondo; nn. 1-20

Limiti di accessibilità:
  • L'unità n. 9 presenta alcune carte non strettamente attinenti al processo, che costituisce l'oggetto principale della busta, onde potrebbero trovarsi anche materiali affini alle altre unità del Carteggio e costituite da scritture diverse

Documentazione collegata:
  • Processo per "abuso di potere" in Archivio di Stato di Roma, Tribunale criminale del Governatore, Processi sec. XVI, vol. 3, fasc. 2 - Vi sono conservati, con alcune lacune, i documenti originali del processo cui fu sottoposto l'Accolti nel 1535 per volere di Paolo III.

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Fonti:
  • ASFi, Archivio della Soprintendenza agli Archivi toscani, Archivi riuniti sotto la dipendenza dell'Avvocato Regio dal 1818 al 1852, filza I, n. 50, pp. 47-48: Filippo Moisè, "Stato dell'Archivio Mediceo, già della vecchia Segreteria di Stato, nel 1851"

Bibliografia:
  • Marcello Del Piazzo, Antonio Panella, Giovanni Antonelli (a cura di), Archivio mediceo del principato. Inventario sommario, Roma, Ministero dell'Interno, 1966, ristampa xerografica ed. 1951, XX-XXI
  • Enea Costantini, Il Cardinal di Ravenna al governo d'Ancona e il suo processo sotto Paolo III, Pesaro, Premiato stab. tipo-litografico Federici, 1891
  • Sergio Camerani, Carte di Benedetto Accolti in Archivio storico italiano "Notizie degli archivi toscani", numero monografico in occasione del III congresso nazionale degli archivi, Firenze, 1956
  • Eugenio Massa, Accolti, Benedetto, il Giovane in Dizionario biografico degli Italiani. I, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1960, pp. 101-102 (Massa, Benedetto Accolti, 1960)
  • Renzo Ristori, Benedetto Accolti: a proposito di un riformato toscano del Cinquecento (Testi e documenti) in Rinascimento. Rivista dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, a. XIII, 1962, pp. 225-312

Redazione e revisione:
  • Caramagno Alida, 14-MAR-05, rielaborazione
  • Fattori Daniela, 20/12/2020, integrazione successiva
  • Sabbatini Maura, 27-MAG-96, prima redazione