fondo
Altre denominazioni:- Questura di Pavia - utilizzata in Archivio di Stato di Pavia
Estremi cronologici: 1871 - 1965
Consistenza: 612 unità: bb. 550, regg. 62
Storia archivistica: Un primo stralcio di documentazione proveniente dal fondo della Questura di Pavia fu versato dalla Prefettura di Pavia all’Archivio di Stato di Pavia nel 1962, ed era costituito da fascicoli relativi a cittadini stranieri di origine ebraica (bb. 2, 1928 – 1945). Il versamento del fondo vero e proprio, descritto come composto da 6233 fascicoli relativi a diversi oggetti di polizia, ma in stato di completo disordine, avvenne nel 1969. Il materiale rimase assemblato per circa dieci anni in grossi pacchi e in voluminosi sacchi, e venne fatto oggetto di una prima ricognizione e sistemazione fisica dal 1978 al 1981. Nel 1982 fu affidato a Maria Emanuela Salvione – che poi sarebbe diventata direttrice dell’Archivio di Stato di Pavia – l’incarico di sistemare e inventariare le carte. Ella imbastì una nuova fascicolatura basata sull’attribuzione della documentazione a un quadro di classificazione organico, cioè al titolario per categorie della questura, e, all’interno di esso, sulla cronologia e sull’ordine alfabetico (per persone, località o singoli affari). Questo lavoro, durato diversi anni, portò alla enucleazione di oltre 35.000 unità archivistiche (fascicoli). Al termine di questa operazione, i fascicoli furono inseriti in faldoni che recavano sul dorso non il numero di corda, ma l’intervallo numerico dei fascicoli contenuti, le categorie di appartenenza e gli estremi cronologici relativi. Il lavoro di ricollocazione della documentazione in base alle categorie, che si sarebbe dovuto fondare sulla riunione fisica dei fascicoli in una sequenza che ne permettesse la leggibilità nel contesto di sviluppo storico, non fu mai compiuto. Al contrario, furono eseguiti degli stralci: da una parte vennero costituite, de facto, due sezioni all’interno del fondo archivistico, di cui la prima, formata da 23 cartelle, comprendeva la documentazione più antica, prodotta dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino, a grandi linee, agli anni ’40 del Novecento; dall’altra, vennero estrapolati dal carteggio interi faldoni o singoli atti perché contenenti informazioni di natura riservata, di cui, ai sensi della normativa allora vigente, non era consentita la libera consultazione da parte degli studiosi. Dopo questi interventi, non è più seguito un riordino vero e proprio del fondo, che possiede, allo stato attuale, uno strumento di corredo solamente parziale. Il 22 luglio 2016, a seguito di una corrispondenza con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia, l’Archivio di Stato di Pavia ha ricevuto dalla Questura di Pavia carte contabili e fatture indirizzate alla Sezione provinciale dell’alimentazione di Pavia – SEPRAL, in un primo tempo destinate allo scarto.
Descrizione: Sono presenti: carteggio amministrativo relativo ad affari diversi di polizia (bb. 550, 1871 - 1965); pratiche riguardanti cittadini stranieri di origine ebraica nella provincia di Pavia (bb. 2, 1928 - 1945); atti già giudicati riservati (bb. 17); carte contabili e fatture della Sezione provinciale dell’alimentazione di Pavia – SEPRAL (bb. 4, 1940 ca. – 1960 ca.); registri di protocollo (regg. 58, 1945 - 1960); registri diversi (regg. 5, 1957 - 1958).
Numerazione: Numerazione di corda provvisoria in due sequenze per le buste contenenti il carteggio amministrativo: 1-23, 1-501 (quest'ultima con lacune).
Strumenti di ricerca:La documentazione è stata prodotta da:La documentazione è conservata da:Redazione e revisione:- Almini Saverio, 2023/12/18, revisione
- SIAS, 2006/01/09, prima redazione in SIAS