SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Questura di Ravenna

fondo

Estremi cronologici: 1890 - 2012

Consistenza: 3531 unità: bb. 3460, regg. 65, scatole 6

Storia archivistica: L'archivio dell'Ufficio provinciale di pubblica sicurezza e, dal 1920, della Questura di Ravenna era conservato presso la sede principale presso il Palazzo del governo a Ravenna mentre gli archivi degli uffici circondariali di Faenza e Lugo, poi commissariati, presso le sedi locali.
Dalle informazioni disponibili si suppone che l'archivio corrente della Questura di Ravenna era suddiviso in due sezioni conservate in locali diversi, l'archivio di gabinetto e l'archivio delle divisioni II e III, e gestite da due archivisti differenti. Per i commissariati di Faenza e Lugo si suppone, invece, che archivio di gabinetto e delle altre divisioni fossero conservati unitariamente.
Pur non essendo state ancora rinvenute evidenze documentarie certe si ritiene che la massima parte della documentazione precedente al 1945 sia andata distrutta durante i bombardamenti alleati che colpirono il centro storico di Ravenna, e in particolare il Palazzo del governo, tra l'agosto e il settembre del 1944. Sebbene la ragione di tale grave dispersione non sia chiara si è rilevato come siano sopravvissuti buona parte del Casellario permanente di polizia giudiziaria da inizio Novecento, alcune sezioni del Casellario permanente di polizia amministrativa dagli anni Dieci del Novecento e le Disposizioni di Massima del commissariato di Faenza dalla fine dell'Ottocento.
Dopo gli anni Ottanta del Novecento parte dell'archivio di deposito venne trasferito nei locali dell'ex-Poligono di tiro di Ravenna.
La documentazione è stata versata dalla Questura di Ravenna all’Archivio di Stato di Ravenna negli anni 1967, 1988, 1993, 1999, 2004, 2005, 2007, 2008, 2009, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2017.
Nel corso degli anni la selezione della documentazione da versare rispetto a quella da scartare non ha seguito criteri omogenei in relazione alle indicazioni delle categorie dei titolari succedutisi nel tempo e questa situazione ha portato all’acquisizione da parte dell’Archivio di Stato di nuclei documentari differenti a seconda degli anni di versamento, fatta eccezione per la serie del casellario giudiziario che ha visto il continuo accrescimento seguendo la pratica di versare i fascicoli personali dei pregiudicati deceduti. Tra il 2020 e il 2021 è stato effettuato un intervento complessivo di riordino e inventariazione della documentazione.

Descrizione: Il fondo comprende la documentazione prodotta dalla Questura di Ravenna e dai Commissariati di pubblica sicurezza di Faenza e di Lugo nell'esercizio delle funzioni di uffici periferici del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno dalla fine del XIX secolo fino ai primi anni Duemila.
La documentazione relativa agli anni precedenti il 1945 è relativamente scarsa e concentrata soprattuto in alcune serie (Casellario permanente di polizia giudiziaria e Circolari di massima); la documentazione degli anni tra il 1945 e il 2012 è, invece, molto più ricca e copre quasi totalmente le attività svolte dagli uffici dell'ente, con l'eccezione di alcune categorie permanenti (in particolare la A8-Persone pericolose per la sicurezza dello Stato) che risultano assenti poiché mai versate all'Archivio di Stato.

Ordinamento: La documentazione si presenta ordinata secondo alcuni adattamenti locali dei titolari di classificazione degli uffici di pubblica sicurezza del 1931 e del 1971 che hanno portato una sedimentazione della documentazione sia secondo le categorie che secondo una scansione cronologica annuale.
Sono inoltre presenti nuclei documentari frutto delle archiviazioni periodiche delle pratiche considerate non più utili.

Limiti di accessibilità:
  • Per quanto riguarda la consultabilità dei documenti, a causa della natura riservata di molte delle informazioni raccolte nelle indagini e nelle ricerche condotte dagli uffici di pubblica sicurezza si ricorda che:
    • la documentazione di oltre 70 anni è liberamente consultabile;
    • per la documentazione prodotta tra 70 e 40 anni la consultabilità è sottoposta ai limiti
    della normativa vigente sui dati:
    • i documenti contenenti dati personali così detti sensibilissimi (cioè “idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o i rapporti riservati di tipo familiare”), diventano consultabili 70 anni dopo la loro data;
    • i documenti contenenti dati personali sensibili (cioè “idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale”), diventano consultabili 40 anni dopo la loro data;
    • i documenti contenenti dati giudiziari (cioè “dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale”), diventano consultabili 40 anni dopo la loro data;
    • la documentazione più recente di 40 anni NON è consultabile, se non dopo autorizzazione prevista per scopi storici.

Strumenti di ricerca:

La documentazione è stata prodotta da:

La documentazione è conservata da:


Redazione e revisione:
  • Crociati Silvia, 2017/11/29, integrazione successiva
  • Crociati Silvia, 2018/02/28, revisione
  • Nanetti Andrea, 2005/06/07, prima redazione in SIAS
  • Taraborrelli Dario, 2021/03/06, rielaborazione