SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Governatore degli statuti

fondo

Estremi cronologici: 1308 - 1797

Consistenza: 207 unità: regg. 107; bb. 100

Storia archivistica: Nel 1606, dopo una controversia intercorsa tra la famiglia Panigarola e il Regio Fisco in seguito alla morte dell'ultimo erede diretto dell'Ufficio senza discendenza maschile, venne compilato dal notaio Giuseppe Meneghino un inventario che annoverava in tutto 132 registri, 153 filze, 10 statuti, diversi diari e pochi altri registri antichi. A metà del XVII secolo un incendio danneggiò gravemente l'archivio; altri danni, oltre che dovuti alla malsanità del luogo di conservazione (una stanza sita sotto il palazzo del Collegio dei Notai in Broletto Nuovo), furono conseguenza della cattiva gestione del governatore sostituto Pietro Giorgio Rossone alla metà del secolo XVIII, tanto che nel 1757 questi venne privato dell'ufficio. Il nuovo governatore sostituto, il notaio collegiato Pietro Beretta, appurò molte gravi lacune tra cui la totale mancanza delle filze antecedenti al 1500.
Nel 1769 l'archivio fu affidato alla supervisione di Ilario Corte, prefetto dell'Archivio governativo, che ebbe l'incarico di riorganizzare l'Ufficio Panigarola, e al quale si deve una relazione intitolata "Essenza de' 21 volumi e delle 540 filze costituenti l'Archivio Panigarola digerita in nove articoli", (copia di questa relazione si trova oggi presso la Biblioteca Ambrosiana). Il Corte propose una divisione della documentazione in due parti: l'una da depositare presso il costituendo Archivio Pubblico (futuro Archivio Notarile), voluto dall'imperatrice Maria Teresa e comprendente le scritture di interesse privato (testamenti, tutele, donazioni, livelli etc.), i registri dei banditi, le gride, le condanne e così via; l'altra, da depositare presso l'Archivio Ducale del Castello Sforzesco, comprendente tutti i registri che contenessero trattati, paci, leggi, concordie, concessioni dei sovrani, decreti ducali e simili. La proposta del Corte venne approvata coi dispacci 22 maggio 1769 e 7 gennaio e 12 settembre 1771. Il 1° ottobre 1775 si dichiarava aperto l'Archivio Pubblico nell'antico palazzo del Broletto Nuovo o della Ragione e col paragrafo ventidue dell'editto si prescriveva l'annessione della parte dell'archivio dell'Ufficio Panigarola indicata da Ilario Corte. Per quanto riguarda l'altra parte della documentazione, quella da depositare all'Archivio Ducale del Castello, su proposta del Consiglio Fiscale e con l'approvazione del cancelliere Kaunitz vennero estratti 28 registri contenenti atti di Stato, ossia atti del Principe (quindi atti sovrani, da cui la denominazione della serie "Registri degli atti sovrani"), che furono passati nel 1775 all'Archivio Ducale.
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Descrizione: Il fondo comprende sia registri che buste in sei serie così distinte:
1) 29 Registri degli atti sovrani (Libri statutorum) contenenti decreti, lettere patenti, privilegi, ordini, bandi e mandati, addizioni e revoche dei signori di Milano, trattati di alleanze, concordie, paci;
2) 37 Libri dei banditi (Libri bannitorum), in cui venivano registrati i nomi dei banditi dallo Stato di Milano;
3) 41 Libri delle tutele (Libri tutellarum), che registravano le tutele dei minori;
4) 25 buste di Gride e citazioni (Gridae et citationes);
5) 29 buste di Pubblicazioni di donazioni (Publicationes donationum);
6) 46 buste di Condanne (Condemnationes).

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Redazione e revisione:
  • Agostinacchio Marianna, 2016/12/03, revisione
  • Dozio Eleonora, 2018/06/15, revisione
  • SIAS, 2015/08/04, prima redazione in SIAS