SIAS

Sistema informativo degli Archivi di Stato

Archivio di Stato di Pistoia

Sezioni:

Piazzetta Scuole Normali 2
51100 Pistoia (Pistoia)

Telefono: 057323350; 0573367416
E-mail: as-pt@cultura.gov.it

Sito web istituzionale

L'Archivio di Stato di Pistoia fu istituito nel 1941 come sezione dell'Archivio di Stato di Firenze. Nel 1963, a seguito del DPR n.1409, divenne Archivio di Stato autonomo. L'Istituto ha sede in un fabbricato settecentesco del centro storico, a pochi passi da piazza del Duomo. Il complesso immobiliare, convenzionalmente denominato Ex Ospedale di San Jacopo (la porzione occupata dall’Archivio) e Leopoldine (la porzione contigua adiacente), fu edificato tra il 1741 e il 1744 allo scopo di dotare la città di un grande Spedale per “ricettarvi i poveri pellegrini e passeggeri”, per divenire successivamente luogo di cura e ricovero per malati. Lo Spedale operò per circa un trentennio, poi i locali furono impiegati sia per albergo dei poveri sia per immagazzinarvi il grano sia anche, nel 1774, come temporaneo deposito di libri della vicina Pia Casa di Sapienza, attualmente sede della Biblioteca Forteguerriana. Nel 1782 Pietro Leopoldo destinò il fabbricato a sede della Pubblica Scola della povere ragazze, ovvero le Scuole normali, da cui prende il nome la prospicente piazzetta. Durante la Prima guerra mondiale le Scuole furono chiuse e l’immobile assegnato alla Croce Rossa, che lo riportò temporaneamente alla destinazione originaria, adibendolo a ospedale; quest’utilizzo provocò tuttavia vari danni all’edificio e soprattutto ai macchinari, impedendo la riapertura delle Scuole al termine del conflitto. In questo complesso immobiliare, a partire dal 1924, l'allora direttore della Biblioteca Forteguerriana, Quinto Santoli, iniziò a porre le basi per creare un archivio di concentrazione che potesse accogliere la documentazione di enti e magistrature della città e del contado. L'edificio era dotato infatti degli spazi necessari ed era sito a pochi passi dalla stessa biblioteca, nei cui locali avrebbe dovuto svolgersi la consultazione dei documenti da parte degli studiosi. L'attività di Santoli, motivata dallo stato di abbandono di molti archivi, trovò nuovo impulso a seguito della nascita della Provincia di Pistoia, nel 1927. Il primo archivio accolto nella nuova struttura fu quello della Sottoprefettura di Pistoia cui seguirono, nel 1930, quello della ex Pretura di San Marcello Pistoiese e quello del Patrimonio ecclesiastico. Fra il 1931 e il 1933 vi vennero trasferiti gli archivi dell'antico Catasto, del Comune di Pistoia, del Comune di Serravalle, della Congregazione di carità e altri minori; nel 1936 venne depositato l'archivio del Comune di Sambuca. Durate la Seconda guerra mondiale l'edificio venne bombardato riportando notevoli danni. Nonostante che Santoli avesse provveduto a trasferire altrove il materiale ritenuto più prezioso, anche la documentazione patì gravi conseguenze: molti fondi vennero danneggiati e furono completamente distrutti l'archivio della famiglia Gherardi e il più recente versamento fatto dalla Prefettura di Pistoia. Dopo il 1945 il Genio civile provvide alla ricostruzione del fabbricato che venne nuovamente inaugurato nel 1955. Nel 2024 la Direzione Generale Archivi ha acquistato l'intero complesso immobiliare, costituito dai compendi Ex Ospedale di San Jacopo e Leopoldine, e lo ha consegnato in uso all’Archivio di Stato di Pistoia. Grazie all’investimento del Ministero, l’Archivio potrà finalmente dotarsi degli spazi necessari per i depositi documentari, da anni totalmente saturi, e di locali adeguati per i servizi rivolti al pubblico.

Orario di apertura al pubblico:
lunedì, mercoledì, venerdì 9,00 - 14,00
martedì e giovedì 9,00 - 17,45

Requisiti e modalità di accesso:
L’accesso alla sala di studio è libero e gratuito, per tutti i cittadini italiani e stranieri maggiorenni, purché non sottoposti a provvedimenti di esclusione dalle sale di studio di archivi e biblioteche italiane. I minori di 18 anni necessitano di un accompagnatore che si assuma la responsabilità per essi. Al momento dell'accesso è necessario compilare una domanda di ammissione su un modulo predisposto dall’Istituto ed esibire un documento di identità. Tutti i documenti conservati in Istituto sono liberamente consultabili, fatta eccezione per quelli in cattivo stato conservativo, in attesa o in corso di restauro, e per quelli coperti da riservatezza ai sensi della normativa vigente, per i quali occorre un'apposita autorizzazione del Ministero dell'interno (artt. 122-127 del D.lgs 42/2004). Pezzi di particolare pregio o antichità sono consultabili su autorizzazione del funzionario archivista e non possono essere tenuti in deposito. I documenti appartenenti all'archivio Gelli e il materiale catastale moderno (sec. XIX - XX) sono consultabili su appuntamento.
Per ulteriori informazioni relative alle modalità di acceso si rimanda al regolamento della sala di studio pubblicato sul sito istituzionale.

Servizi al pubblico:
In sala di studio sono presenti 8 postazioni per la consultazione, dotate di presa elettrica per i pc portatili.
Il numero massimo di pezzi che si possono richiedere in un giorno è :4 nel caso di registri, filze, buste, inserti; 5 nel caso di libri della biblioteca; 10 nel caso di documenti sciolti (pergamene o lettere). Il numero massimo delle richieste giornaliere comprende anche i pezzi in deposito. I pezzi possono essere lasciati in deposito per 15 giorni, rinnovabile per ulteriori 15 giorni in assenza di richieste da parte di altri utenti.
Per una migliore organizzazione del servizio di consultazione è suggerita la prenotazione, da effettuarsi in sede, via e-mail (as-pt@cultura.gov.it) o telefonicamente (0573/23350; 0573/367416). La prenotazione è obbligatoria per le ricerche sul materiale catastale moderno (secc. XIX - XX) e per la consultazione dell'archivio Gelli.
L'Istituto fornisce inoltre i seguenti servizi al pubblico: consulenza scientifica in sede e da remoto; assistenza del personale per lo svolgimento delle ricerche catastali su appuntamento; ricerche per corrispondenza; rilascio di copie conformi di documenti per uso amministrativo; concessione d'uso spazi e fotoriproduzione (il servizio prevede un rimborso per le spese sostenute secondo il tariffario ministeriale vigente).
Per ulteriori informazioni si rimanda al sito istituzionale.

Complessi archivistici:

Bibliografia:
  • Q. SANTOLI, Come sorse in Pistoia l'Archivio che ora è di Stato, in Bollettino Storico Pistoiese, 1955 (LVII), pp. 27-30
  • Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Archivio di Stato di Pistoia, a cura di Ezelinda Altieri Magliozzi e Rosalia Manno Tolu, in Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. III, N-R, Roma 1986, 717-786, 801-804
  • M.C. PAGNINI, Ospedale dei pellegrini, in Settecento illustre. Architettura e cultura artistica a Pistoia nel secolo XVIII, a cura di L. Gai e G.C. Romby, Pistoia 2009, pp. 375-377
  • C. VIVOLI, Alle origini degli archivi di Stato di Pistoia e Pescia: tra interessi locali e politiche nazionali, in «Storialocale», 20 (2012), pp. 64-71

Redazione e revisione:
  • Benzoni Chiara, 2024-09-06, rielaborazione
  • Pagliai Ilaria, 2004-12-21, prima redazione in SIAS
  • Pagliai Ilaria, 2019-04-01, revisione