1859 apr. 27 - 1860 mar. 15
Nel 1859 nel Granducato di Toscana i gruppi politici liberali, monarchici, repubblicani e mazziniani si trovarono a essere favorevoli alla causa dell’unità italiana. Anche il rappresentante diplomatico del Regno di Sardegna presso la Corte lorenese propendeva per una soluzione costituzionalista che portasse il Leopoldo II a trasformare il suo governo o ad andarsene.
Il 23 aprile 1859, con l’ultimatum austriaco al Piemonte in Toscana, gli eventi cominciarono a precipitare. L’esercito Granducale avrebbe voluto affiancare il Regno sabaudo contro l’Austria, e i capi dei diversi spiegamenti a favore dell’unificazione italiana cercarono inutilmente un accordo.
Il 27 aprile la popolazione scese in piazza Barbano manifestando il sostegno al Regno di Sardegna e la propria opposizione all’Austria. Leopoldo II, asserragliato a Palazzo Pitti con i ministri, cercò una mediazione dicendosi disposto a schierarsi contro l’Austria, formando un nuovo governo e concedendo la costituzione.
Il principe Neri Corsini, incaricato di portare la proposta alla sede diplomatica del Regno Sabaudo, dove erano radunati i capi delle fazioni toscane, tornò a Pitti con un pesante e inaccettabile ultimatum: si chiedeva l’abdicazione del Granduca, la destituzione del Ministero, del Generale e degli ufficiali che si erano maggiormente pronunciati contro il sentimento nazionale, l'alleanza col Piemonte, la pronta collaborazione militare e il comando delle truppe al generale Ulloa, oltre che l'adeguamento dell'ordinamento toscano a quello italiano. Leopoldo II rifiutò di sottostare alle richieste e lasciò Firenze con la famiglia, riparando in Austria.
[espandi/riduci]La sera stessa, preso atto della mancanza di un governo legittimo, il Municipio di Firenze nominò un Governo Provvisorio Toscano formato da Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini ed Alessandro Danzini.
Il 28 aprile il Governo Provvisorio Toscano offrì a Vittorio Emanuele II la dittatura, ma il Re, considerando la situazione internazionale e prevedendo l’opposizione di Napoleone III, preferì non accettare. Si limitò ad accordare la propria protezione e procedette alla nomina del suo inviato Carlo Boncompagni quale commissario straordinario con funzioni di capo di Stato.
Il 5 maggio, per decreto del Governo provvisorio, fu riformato l'esercito del Granducato di Toscana. L’11 maggio fu formato il nuovo Gabinetto di governo, per lo più con personalità locali: Bettino Ricasoli agli interni, Cosimo Ridolfi agli esteri ed istruzione pubblica, Enrico Poggi al culto, Raffaele Busacca alle finanze, commercio e lavori pubblici, il piemontese Paolo De Cavero alla guerra. Comandante dell'esercito fu nominato il generale Ulloa.
Il 29 maggio fu dichiarata l'alleanza della Toscana al Regno di Sardegna ed alla Francia nella guerra contro l'Impero austriaco, e il 31 maggio le truppe dei volontari toscani comandate dal generale Ulloa partirono per unirsi alle truppe sabaude.
Il 1º agosto 1859 a Firenze il commissario straordinario cedette i poteri al consiglio dei ministri, presieduto dal barone Bettino Ricasoli.
Vennero adottati i primi provvedimenti tendenti all'annessione al Regno di Sardegna.
Cavour, tornato al governo nel marzo 1860, promosse, con l'appoggio britannico, i plebisciti per l’annessione della Toscana, dell’Emilia e della Romagna.
L'11 marzo ed il 12 marzo 1860 si tenne in Toscana il plebiscito, che decretò a larghissima maggioranza l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna.
La Suprema Corte di Cassazione delle Province di Toscana promulgò l'annessione in data 15 marzo 1860, e l'atto formale di annessione fu firmato pochi giorni dopo, il 22 marzo; Eugenio di Savoia-Carignano divenne luogotenente del re, Bettino Ricasoli governatore generale.
Inizialmente, però, si preferì mantenere alla Toscana un'ampia autonomia amministrativa, che durò fino al 14 febbraio 1861, quattro giorni prima della prima convocazione del parlamento del neonato Regno d'Italia.
L'assimilazione completa e definitiva nelle strutture amministrative del nuovo Stato si concluse nel mese di ottobre dello stesso anno col Decreto del 9 ottobre 1861 n.274.
Soggetti produttori enti collegati:Bibliografia:- Ilaria Pescini, L'Archivio preunitario del Comune di San Casciano val di Pesa, 2009
Redazione e revisione:- Conti Paola, 2022/08/14, prima redazione