Altre denominazioni:- Soprintendenza agli scavi e ai musei archeologici della Puglia, 1907 - 1923
- Soprintendenza unica alle opere di antichità e d'arte di Taranto, 1923 - 1939
- Soprintendenza alle antichità di Taranto, 1939 - 1975
- Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia di Taranto, 1975 - 2004
- Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Taranto, 2004 - 2019
Date di esistenza: 1907 - 2019
Sedi: Taranto
Intestazioni di autorità:- Soprintendenza agli scavi e ai musei archeologici della Puglia, Taranto (1907 - 1923 ), SIUSA/NIERA
- Soprintendenza unica alle opere di antichità e d'arte di Taranto (1923 - 1939), SIUSA/NIERA
- Soprintendenza alle antichità di Taranto (1939 - 1975), SIUSA/NIERA
- Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia di Taranto (1975 - 2004), SIUSA/NIERA
- Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Taranto (2004 - 2019), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:Note storiche:Con la L. 27 giugno 1907, n. 386, riguardante il Consiglio superiore, gli uffici e il personale della antichità e belle arti, che definì le attribuzioni delle Soprintendenze regionali (ai Monumenti, agli Scavi e Musei, alle Gallerie e oggetti d’arte), istituite con R.D. 17 luglio 1904 del Ministero della Pubblica Istruzione, Taranto fu designata quale sede della Soprintendenza agli Scavi e ai Musei archeologici della Puglia con competenza sul Museo archeologico tarantino e sugli scavi delle province di Foggia, Bari e Lecce. Tra i molteplici compiti della Soprintendenza vi furono quelli relativi alla custodia e amministrazione dei terreni di proprietà dello Stato in cui si eseguivano gli scavi, alla sorveglianza sugli scavi regolari e su quelli clandestini, alla conservazione e alle alienazioni di singoli oggetti e raccolte, alla sorveglianza sugli uffici per l'esportazione di oggetti d'antichità. Con l’avvento del fascismo venne soppressa nel 1923 la Soprintendenza ai Monumenti di Bari e le sue funzioni passarono a Taranto che divenne sede di Soprintendenza unica alle Opere di Antichità e d’Arte con giurisdizione su Puglia e Basilicata. Ma già con D.L. 8 marzo 1925 n. 331, la Soprintendenza di Taranto venne sdoppiata: Reggio Calabria divenne sede della Soprintendenza unica alle Opere di Antichità e d’Arte della Calabria e della Basilicata, mentre Taranto rimase Soprintendenza unica con giurisdizione su tutta la Puglia. Nel 1933, dietro forti spinte politiche, la sede della Regia Soprintendenza alle Opere di Antichità e d’Arte di Puglia fu trasferita da Taranto a Bari. Con D.L. 29 maggio 1939 n. 823, Taranto fu designata come sede di Soprintendenza alle antichità di 2ª classe, ufficio che venne ripristinato dal 1° luglio, con giurisdizione sulla Puglia e sulla provincia di Matera, mentre a Bari rimase la Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di 1ªclasse, con competenza sulle cinque province pugliesi e sulle due lucane di Potenza e Matera. Nel 1975, a seguito dell'istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali e del d.p.r. 3 dicembre 1975, n. 805, di organizzazione del medesimo, la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia con sede a Taranto divenne un ufficio periferico del neonato ministero. Nel 2004 il Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali pose la Soprintendenza di Taranto tra gli uffici dirigenziali di livello non generale. A seguito del nuovo "Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali", emanato con DPCM 19 giugno 2019, n. 76, l’Istituto ha assunto la denominazione di Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lecce Brindisi e Taranto, assorbendo le competenze sui beni archeologici del territorio di competenza.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- A. CONTE, I signori del piccone. Storia di un museo archeologico del sud: Taranto, Taranto, Editrice Scorpione, 1985
- L. D'IPPOLITO, Un'esperienza di ordinamento: l'archivio di deposito della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, in Taras, Rivista di archeologia, XXIII, 1-2, Taranto, Scorpione editore, 2002-2003, 329-332
Redazione e revisione:- Bozza Annunziata, 2024/11/18, prima redazione