Date di esistenza: 1406 - 1494
Sedi: Pisa
Intestazioni di autorità:- Prima dominazione fiorentina (1406 - 1494), SIUSA/NIERA
Tipologia:Note storiche:Vista la situazione economica e politica dell'ormai decadente Repubblica, il 13 febbraio 1399, il signore di Pisa Gherardo Leonardo d'Appiano cedette la città e il contado per la cifra di 200.000 fiorini d'oro a Gian Galeazzo Visconti del ramo pisano dei Visconti, per farsi signore di Piombino ed ottenere la nomina a conte palatino.
Il controllo della Repubblica da parte dei Visconti durò poco, infatti Pisa mantenne la sua indipendenza e il dominio su quella parte di costa toscana e oltre fino al 1406, quando fu occupata dai mercenari Angelo Tartaglia e Muzio Attendolo Sforza che disposero l'annessione alla repubblica fiorentina.
Il periodo iniziale del governo di Pisa da parte della repubblica fiorentina fu particolarmente duro sia per la necessità di tenere soggiogata una così acerrima nemica sia per la concorrenza esistente tra i mercanti delle due città e la volontà di recuperare le spese di guerra. Sotto il primo aspetto basti ricordare che già nel gennaio del 1407 da Firenze si ordinò la costruzione di fortificazioni e la permanenza di un forte contingente militare. In particolare si procedette alla ricostruzione della cittadella che era stata quasi distrutta durante l'assedio ed altre fortificazioni nella zona dei vecchi arsenali e nel quartiere di Kinzica. Il controllo della città venne affidato ad un contingente di ben 1500 mercenari.
[espandi/riduci]Inoltre si stabilì che i cittadini pisani ritenuti pericolosi fossero confinati a Firenze e questa misura riguardò circa 300 persone appartenenti soprattutto a famiglie della nobiltà e della borghesia. L'effetto fu un drastico impoverimento cittadino e un deciso spopolamento visto che altre famiglie non coinvolte in queste misure preferirono abbandonare la città e trasferirsi in altri stati. Per sfuggire alla morsa fiorentina, a partire dai primi anni del XV secolo si trasferirono a Palermo gli Alliata, i Vanni, i Gaetani, i Damiani, gli Agnelli, i Corvini, i Bonanni, gli Upezzinghi, i Galletti, i da Settimo, i Gambacorti, i Palmerini, i Vernagalli, i Mastiani, i Pandolfini, i del Tignoso, i Grassolini, i da Vecchiano, i Bernardi, e molte altre famiglie. A Firenze, si trasferirono i della Gherardesca, i Compagni, i Caetani. Mentre a Roma si trapiantarono i Lante, i Roncioni, gli Angeli, i Campiglia Ceuli. Altre famiglie si trasferirono a Lucca e Genova.
Seguirono anni di pesantissima tassazione che colpirono tutti gli strati sociali della città e una serie di misure che colpirono i commercianti e le corporazioni cittadine a vantaggio dei concorrenti. Nel corso degli anni successivi vennero decisi alcuni sgravi e prese lievi misure in favore della città ma i loro effetti furono annullati dalle conseguenze negative per Firenze delle guerre combattute negli anni venti del Quattrocento. A ciò si aggiunge il depauperamento anche del contado pisano sul cui territorio si combatté la guerra tra Firenze e Lucca.
Si calcola che attorno al 1430 la popolazione pisana si fosse dimezzata rispetto al momento della conquista. A questa già grave situazione si aggiunsero le conseguenze di un tentativo di congiura organizzato dalle principali famiglie pisane. La congiura fu impedita dall'Arcivescovo Giuliano de' Ricci che informò le autorità fiorentine, e si concluse con ulteriori misure di confino. Nel 1494 il duro regime a cui la città fu sottoposta e l'orgoglio dei cittadini pisani fecero sì che al calare in Italia del re francese Carlo VIII scoppiasse la rivolta.
La mattina dell'8 novembre 1494 il sovrano francese, che stava preparando la discesa verso Napoli, entrò in città. Dopo l'incontro con una delegazione pisana capeggiata da Simon Francesco Orlandi, la popolazione convinta di aver ottenuto una promessa di sostegno alla causa della propria libertà, scese in piazza e nei due giorni successivi riuscì a cacciare tutte le autorità fiorentine avviando così la cosiddetta Seconda repubblica pisana.
Relazioni con altri soggetti produttori:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- Emanuele Luzzati, Una guerra di popolo. Lettere private del tempo dell'assedio di Pisa (1494-1509), Nistri-Lischi, Pisa 1973
- Emilio Tolaini, Forma Pisarum. Storia urbanistica della città di Pisa, problemi e ricerche, Pisa, Nistri-Lischi, 1979
Redazione e revisione:- Rossi Manuel, 2021-09-18, prima redazione