Date di esistenza: 1943 - 1946
Sedi: Verona
Intestazioni di autorità:- Comitato provinciale di liberazione nazionale - CPLN di Verona (1943 - 1946), SIUSA/NIERA
Condizione giuridica: Tipologia:- comitato di liberazione nazionale e organizzazione della Resistenza
Note storiche:A Verona, primi tentativi di organizzazione segreta di resistenza antifascista si ebbero a partire dall’8 settembre del 1943 in concomitanza o comunque parallelamente alla creazione del CLN Regione Veneto. La nascita di quello che passò alla storia come il primo Comitato di liberazione nazionale della provincia di Verona si ebbe con l’iniziativa dell’avvocato Giuseppe Tommasi ed i primi membri del Partito d’Azione che cercarono contatto con i socialisti ed i comunisti, strutturandosi in comitato alla fine di settembre: l’esperienza fu tragicamente breve, poiché alla metà del mese di novembre del 1943 la maggior parte dei membri venne arrestata (Giuseppe Tommasi, Giovanni Dean, Gaetano Roi, Renzo Mutinelli, Mario Camozzini, Luciano e Lisetta Dal Cero, Luciano e Romano Marchi). Nel febbraio-marzo 1944 diventa operativo il secondo CLN provinciale veronese, ricostituito sottotraccia dopo gli arresti del novembre precedente; alla fine di giugno, tuttavia, con un’operazione condotta in sordina gli esponenti principali furono arrestati (Francesco Viviani, Giovanni Battista Domaschi, Giuseppe De Ambrogi, Angelo Butturini e Guglielmo Bravo) e deportati nei lager in Germania, dai quali la maggior parte non fece ritorno. I primi due CLN provinciali veronesi non videro la partecipazione attiva della componente cattolica, caratterizzata inizialmente da una certa ambiguità, ed ebbero una vita breve per via della loro fragile struttura organizzativa, connotata più dall’improvvisazione e senza la previsione di protocolli di sicurezza e tutela reciproca dei partecipanti. Uno, se non l’unico degli sfuggiti agli arresti, Gianfranco De Bosio, si attivò presto per ricostituire la dirigenza con l’azionista Renato Tisato e il comunista Pietro Melloni; già il 6 luglio ottenne la ratifica dal CNL regionale con la quale vennero riconosciute le funzioni provvisorie di esecutivo militare: da qui origina il terzo CLN della provincia di Verona.
[espandi/riduci]Tra la fine del 1944 e l’inizio dell’anno seguente il CLN provinciale di Verona promosse un’organizzazione della provincia e della città in zone nelle quali ricomprendere i vari CLN locali e periferici già costituiti o in via di costituzione. Le zone erano tre: Zona A (Gardesana), Zona B (Valpolicella ed est veronese) e Zona C (Sud veronese); si segnala che nella Zona A vennero ricompresi anche i CLN di Gargnano e Ponti sul Mincio, in quanto privi di collegamento con i CLN provinciali di Brescia e Mantova.
Dipendenti dal CNL provinciale di Verona erano i CLN comunali, che risultavano progressivamente costituiti in pressoché tutti i comuni della provincia: Affi; Albaredo d’Adige; Angiari; Arcole; Badia Calavena; Bardolino; Belfiore; Bevilacqua Boschi; Bonavigo; Boscochiesanuova; Bovolone; Brentino Belluno; Brenzone; Bussolengo; Buttapietra; Caldiero; Caprino Veronese; Casaleone; Castagnaro; Castel d’Azzano; Castelnuovo; Cavaion Veronese; Cazzano di Tramigna; Cerea; Cologna Veneta; Colognola ai Colli; Costermano; Dolcè; Erbè; Erbezzo; Ferrara di Monte Baldo; Fumane; Garda; Gazzo Veronese; Grezzana; Illasi; Isola della Scala; Isola Rizza; San Pietro di Lavagno; Lazise; Legnago; Malcesine; Marano di Valpolicella; Mezzane di sotto; Minerbe; Montecchia di Crosara; Monteforte d’Alpone; Mozzecane; Negrar; Nogara; Nogarole Rocca; Oppeano; Pastrengo; Pescantina; Peschiera sul Garda; Povegliano; Pressana; Rivoli Veronese; Roncà; Ronco all’Adige; Roverchiara; Roverè Veronese; Salizzole; San Bonifacio; San Giovanni Ilarione; San Giovanni Lupatoto; Sanguinetto; San Martino Buon Albergo; San Mauro di Saline; San Pietro di Morubio; San Pietro Incariano; Sant’Ambrogio in Valpolicella; Sant’Anna d’Alfaedo; San Zeno di Montagna; Selva di Progno; Soave; Sommacampagna; Sona; Sorgà; Terrazzo; Torri del Benaco; Tregnago; Trevenzuolo; Valeggio sul Mincio; Velo Veronese; Veronella; Vestenanova; Vigasio; Villabartolomea; Villafranca di Verona; Zevio; Zimella.
Esistevano anche vari comitati cosiddetti frazionali, quali Costalunga e Brognoligo; Locara (frazione di San Bonifacio); Raldon (San Giovanni Lupatoto); San Briccio (San Pietro di Lavagno); Terrossa (frazione di Roncà); Vago (frazione di San Pietro di Lavagno); Vallese (frazione di Oppeano); Arbizzano (frazione di Negrar); Bonavicina (frazione di San Pietro di Morubio); Caselle di Sommacampagna; Colà di Lazise; Dossobuono (frazione di Villafranca); Marcellise (frazione di San Martino Buon Albergo); Monte (frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella); Castelletto di Brenzone; Alpo (frazione di Villafranca); Palazzolo (frazione di Sona); Correzzo (frazione di Gazzo Veronese); Villafontana (frazione tra Bovolone e Cerea).
Nella città di Verona vi erano presenti sezioni rionali del CLN, anch'essi dipendenti dal CLN provinciale: Avesa; Borgo Milano; Borgo Roma; Borgo Trento; Borgo Venezia; Verona Centro; Chievo; Mizzole; Montorio; Poiano; Pradaval; Quinto di Valpantena e Marzana; Santa Lucia; Santa Maria in Stelle; San Massimo all’Adige; San Michele; San Zeno; Veronetta; Cadidavid; Parona e Quinzano.
Anche in numerosi enti pubblici ed aziende private si erano costituiti dei CLN cosiddetti aziendali.
Contesti storico-istituzionali di appartenenza:Profili istituzionali di riferimento:Complessi archivistici prodotti:Bibliografia:- R. PRANDO, Il Comitato di liberazione nazionale di Verona, tesi di laurea in Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Padova, relatore prof. A. Ventura, a.a. 1972-1973
- M. ZANGARINI, Storia della Resistenza veronese, Verona 2012, 48 ss., 90 ss., 231 ss.
Redazione e revisione:- Fabris Matteo, 2022-09-14, prima redazione